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Colleferro, si va verso un consorzio tra comuni per il Piano di Zona, ma senza l'ASPER

E’ stata ancora una volta rinviata la soluzione alla programmazione e la fornitura locale degli interventi e dei servizi socio-assistenziali negli ambiti territoriali del Piano di Zona sui servizi sociali per i nove comuni che rientrano nella

E' stata ancora una volta rinviata la soluzione alla programmazione e la fornitura locale degli interventi e dei servizi socio-assistenziali negli ambiti territoriali del Piano di Zona sui servizi sociali per i nove comuni che rientrano nella



Asl RMG 6. In una riunione tenutasi a Colleferro, nella tarda serata di lunedì scorso alla presenza dei sindaci di Colleferro, Carpineto Romano, Segni, Montelanico, Gavignano, Gorga, Artena, gli assessori dei servizi sociali di Valmontone e Labico, oltre agli assessori di competenza dei comuni già elencati, erano presenti anche il Coordinatore dell'Ufficio di Piano Dott. Gagliarducci Antonio, il dott. Bonanni del Distretto Sanitario di Colleferro ASL RMG e il dott. Sasso D'Elia, Dirigente dell'Area Piani di Zona e Servizi Sociali Locali e della Direzione Regionale Politiche Sociali, Autonomia, Sicurezza e Sport. E proprio quest'ultimo ha descritto le tre proposte di nuova governance da attuare per i nove comuni in sostituzione del Piano di Zona.

Fra le scelte in campo c'erano la formazione di una Convenzione, l'unione di Comuni, oppure la creazione di un Consorzio. Su quest'ultima proposta, in discussione da più di un anno, si era avuta la convergenza di quasi tutti i comuni tranne Valmontone, Labico e Artena.

Dubbi e perplessità sulla gestione sono emersi tuttavia anche in questa ultima riunione e rimangono in piedi un po' per tutti i sindaci presenti.

La discussione, proseguita poi per tutta la serata, ha trovato un primo e parziale punto d'accordo sulla costituzione di un Consorzio formato dai nove comuni del Piano che non prevedrebbe l'inserimento dell'azienda municipalizzata ASPER. In questo modo, il Consorzio dovrebbe garantire i servizi socio-assistenziali per tutti i comuni che lo compongono e che non vengono svolti dalla municipalizzata, mentre quest'ultima, cioè ASPER, svolgerà quei compiti di assistenza domiciliare per tutti i comuni e che non vengono compiuti dal Consorzio.

Le due realtà, sia il Consorzio che l'ASPER, rimarrebbero come due elementi distinti ma operanti fra loro.

In questo modo, secondo il parere del dott. D'Elia, non si verrebbero a creare dei servizio socio-assistenziali duplicati.

La decisione però deve essere ancora ratificata. Per questo tutti i comuni del comprensorio si incontreranno ancora una volta la prossima settimana negli uffici della Regione Lazio per giungere, si spera, ad una soluzione ampiamente condivisa.

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