Coronavirus, il venerdì più nero in Ciociaria con ben quattro morti

Aumentano i contagi ma, sfortunatamente, aumentano anche i numeri dei decessi. Ad Alatri si supera quota 200 positivi

La giornata di venerdì 6 novembre è stata una giornata veramente dura per la Ciociaria, forse la più dura dall’inizio della seconda fase dell’emergenza Coronavirus. Oltre ai 350 nuovi positivi registrati in 24 ore ci sono stati ben 4 decessi che vanno ad aggiungersi a quello del 68 enne avvenuto nelle giornata di giovedì). Ieri sono morti un 60 enne di Fontana Liri che era ricoverato allo Spallanzani di Roma, un 80 enne di Patrica e nella serata di ieri è arrivata anche la notizia del decesso di una donna di 60 di Aquino ed un uomo di 62 anni Paliano che era ricoverato allo Spaziani a Frosinone. 

Al Alatri il numero dei contagi supera quota 200

“Concittadine e Concittadini buongiorno, abbiamo ancora un alto incremento di casi, sul nostro territorio comunale e provinciale. Ieri – scrive su face book il sindaco Morini - ad Alatri abbiamo superato i 200 casi attualmente positivi. Stiamo vivendo davvero, nella tragedia della pandemia, una situazione paradossale: a Napoli ci si lamenta per le misure troppo blande, mentre a Bergamo si accusa il sindaco di aver permesso la chiusura totale.

A tutti coloro che, attraverso diversi canali, stanno chiedendo chiusure locali, puntando l'indice sulle presunte responsabilità dei Sindaci, voglio fare un appello, che spero non cada nel vuoto, ma che venga accolto per quello che è. Noi sindaci siamo in prima linea, sempre, anche in questo frangente, ma dobbiamo rispettare le norme che calano dal governo. Insomma, si immaginano, in capo agli enti locali, responsabilità e discrezionalità che, in realtà, non possono essere scollate da un contesto territoriale più ampio. Le decisioni vengono prese altrove, ma a risponderne sono sempre i sindaci.

Ma veniamo a noi: i numeri del contagio sono alti, è vero, ma non così alti da richiedere misure ultronee rispetto a quelle attualmente in vigore. I dati ufficiali in nostro possesso oggi ci dicono che Alatri é nella media della Provincia di Frosinone e che la nostra Provincia è nella media regionale. La regione Lazio è inclusa, come tutti sappiamo, nelle regioni con livello di criticità gialla. Qualunque decisione, a livello locale, dovrebbe essere,  anzitutto, condivisa con ASL, Prefettura e Regione, poi, e soprattutto, supportata da dati certi ed ufficiali, non da sensazioni o dalle visioni obnubilate di falsi profeti.

Abbiamo il dovere di mantenere la calma, fare tutti del nostro meglio, con coscienza e senso civico. Abbiamo il dovere di rispettare le Istituzioni e i ruoli che al loro interno si ricoprono. Abbiamo il dovere di restare uniti, come Paese, come Territorio, come Comunità locale, perché "solo se saremo uniti saremo forti" e se saremo forti potremo vincere anche questa battaglia.  Grazie a tutti e ancora buona giornata”.

Il coronavirus entra anche nel carcere di Frosinone

Il numero dei positivi al coronavirus inizia a farsi preoccupante anche all’interno del carcere di Frosinone ed a dirlo è il garante dei detenuti Anastasia. “Sedici positivi al Covid-19 in sette dei quattordici istituti penitenziari del Lazio. Zero casi nelle Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza – cosi come riportati dal Garante Stafano Anastasia - È questo il dato che emerge dal monitoraggio effettuato dalla struttura a supporto del Garante delle persone private della libertà personale del Lazio, Stefano Anastasia. La popolazione carceraria infatti è tornata ad aumentare: 5.839 detenuti al 31 ottobre, con un tasso di affollamento pari al 112 per cento sulla capienza ufficiale, superiore al tasso medio italiano che è del 106 per cento. Ben più alto il tasso di affollamento calcolato sui posti effettivamente disponibili nelle carceri del Lazio, che è pari al 128 per cento. Si tratta del valore più alto raggiunto da aprile. Non posso nascondere la mia preoccupazione per l'affollamento e per quell'unico piccolo cluster di Frosinone. Lo screening di tutti i detenuti e di tutto il personale che la Asl farà prossimamente, attraverso un accordo specifico con l'istituto Spallanzani”.

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