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Economia, BCC Roma e BCC Tuscia si fondono. Nasce mega banca da 180 sportelli e 30mila soci

Le aggregazioni bancarie come chiave per affrontare i nuovi scenari del mondo del credito. In tal senso, la fusione per incorporazione fra BCC Roma e BCC della Tuscia può rappresentare un modello all’interno del sistema del credito

Le aggregazioni bancarie come chiave per affrontare i nuovi scenari del mondo del credito. In tal senso, la fusione per incorporazione fra BCC Roma e BCC della Tuscia può rappresentare un modello all'interno del sistema del credito

cooperativo nazionale. Due banche sane che decidono di unire le forze per poter offrire ai territori d'appartenenza un richiesta in linea con le moderne attese. Con quest'operazione, la BCC Roma porta a 150 le proprie filiali alle quali si aggiungono 30 sportelli di tesoreria dislocati fra Lazio e Abruzzo ed, entro fine anno, un bacino di 30mila soci. A ratificare la fusione sarà l'Assemblea straordinaria dei Soci, in programma alla Fiera di Roma il prossimo 9 novembre alle ore 10,30.

E di modello parla il Presidente della BCC Roma, Francesco Liberati: «Riteniamo che questa incorporazione rappresenti un'operazione importante, che abbiamo compiuto anche in ragione di quello spirito di solidarietà e di cooperazione che anima tutto il nostro Movimento. Voglio precisare che BCC Tuscia non era in stato di crisi ma, nella consapevolezza della crescente difficoltà tecnica e gestionale che devono affrontare le piccole banche, il suo Consiglio di amministrazione ha ritenuto opportuno avviare la richiesta di un processo di aggregazione con la nostra Banca a tutela degli interessi della comunità locale, dei soci, dei clienti, dei dipendenti. Il fatto è che per fare banca oggi è necessaria una dimensione minima e una capacità amministrativa inconciliabile con le categorie del passato. Se questo vale per le piccole banche, vale però anche per la nostra Banca. Viviamo in mondo enormemente diverso da quello di appena dieci anni fa. Il comparto bancario, in questo mondo così cambiato, è sottoposto a una pressione normativa e regolamentare senza precedenti. È indispensabile quindi attrezzarsi per rispondere al cambiamento competitivo e normativo, salvaguardando la tradizione e i valori che ci hanno fatto grandi. I risultati dimostrano che stiamo rispondendo a questa sfida con efficacia e lungimiranza.

Alla nuova clientela con la quale, a seguito dell'aggregazione, cominciamo da oggi a collaborare potremo offrire quella ampia gamma di servizi e prestazioni che BCC Tuscia non poteva garantire a causa della sua contenuta dimensione. D'altronde la BCC della Tuscia presenta nel complesso una situazione tecnico-gestionale e patrimoniale che ha un impatto di rilevanza trascurabile rispetto agli assetti della nostra Banca, che può procedere a questa incorporazione in tutta tranquillità».

Di seguito i dettagli delle due BCC

I DETTAGLI DELLE DUE BCC

La Banca di Credito Cooperativo di Roma opera nel Lazio e nell'Abruzzo interno con una rete di 175 sportelli (ai quali si aggiungono le 5 agenzie della BCC della Tuscia). Nata come Cassa Rurale e Artigiana sessanta anni fa, BCC Roma è una realtà autonoma che fa parte del sistema del Credito Cooperativo, composto da 381 banche diffuse su tutto il territorio nazionale con 4.460 agenzie in 2.700 Comuni.

Coniugando la logica d'impresa con i valori sociali, la Banca ha mostrato negli anni una crescita costante che l'ha portata a divenire la maggiore BCC italiana. La raccolta diretta al 30 giugno 2014 è di 7.664,3 milioni di euro (in crescita su base annua del 5,4%), gli impieghi sono pari a 5.385,5 milioni (+1,6%). L'utile, al primo semestre 2014, si è attestato a 18.334.244 (+74,29% sullo stesso periodo dell'anno precedente).

Per fine anno sia raccolta che impieghi sono previsti in ulteriore crescita, così come l'utile netto atteso.

Il patrimonio aziendale a fine giugno è di 741,4 milioni, quello di vigilanza (fondi propri) di 706,4 milioni, con un Tier 1 ratio del 14,4% e un Total capital ratio del 15,7%, tra i più alti della categoria.

I soci, espressione delle diverse categorie professionali e delle aree di operatività, sono oltre 27.000; i clienti sono 300.000, in gran parte famiglie e piccole imprese. I dipendenti sono 1.270.

La Banca nella sua attività si ispira ai principi fondanti della cooperazione, quali la mutualità e la solidarietà, che vengono concretizzati nell'orientamento al cliente e nel radicamento sul territorio di riferimento, contribuendo a promuovere il benessere delle comunità dove opera e il loro sviluppo economico e culturale attraverso un'attiva azione di responsabilità sociale che permea le strategie, la gestione e la prassi operativa aziendale. Tale azione si esplica finanche nel sostegno a iniziative culturali, di carattere sociale e assistenziale, sportive e di tutela dell'ambiente.

BCC Tuscia nasce nel luglio del 2000 dalla fusione della BCC di Farnese e della BCC di Monte Romano, realtà operanti ciascuna da oltre cento anni. Quella di Monte Romano fu costituita infatti nel 1909, quella di Farnese addirittura nel 1896. È un territorio, quindi, in cui il Credito Cooperativo è presente da moltissimo tempo. E' importante sottolineare come la zona di competenza che era della BCC della Tuscia offra una importante opportunità per la Banca di Credito Cooperativo di Roma: costituisce infatti il prolungamento dell'area del Viterbese e del litorale a nord della Capitale, dove BCC di Roma già opera con successo da diversi anni. La struttura portante dell'economia locale è costituita prevalentemente da artigiani e da piccole e medie imprese, categorie che l'istituto capitolino ha da sempre messo al centro del proprio modo di fare banca.

BCC Tuscia oggi ha una rete di 5 filiali presenti nei comuni di Farnese, Ischia di Castro, Montalto di Castro, Monte Romano e Tarquinia. I soci sono 2050, i dipendenti in organico sono 29.

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