Ferentino, appalti in odor di tangente per il cimitero, stralciata la posizione di Pio Riggi

L'ex consigliere provinciale nonchè consigliere comunale dimissionario, era stato accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Adesso è tornato finalmente un uomo libero

L'ex consigliere provinciale nonchè consigliere comunale dimissionario del comune di Ferentino Pio Riggi torna ad essere una persona libera. Con il parere favorevole dei pubblici ministeri Spinelli e Fasanelli  della procura della repubblica di Roma la sua posizione è stata stralciata. Lunedì prossimo non dovrà più comparire  insieme agli altri imputati (tutti ancora detenuti)  per la celebrazione del rito abbreviato che era stato richiesto da chi aveva materialmente commeso il reato. L'uomo era stato accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Ad accusarlo un imprenditore di Tivoli

Ad accusare Pio Riggi un imprenditore di Tivoli il quale dopo aver ricevuto richieste di denaro per ottenere l'appalto  dei lavori al cimitero di Ferentino, aveva fatto scattare la denuncia. Si trattava di un appalto  da sei  milioni  di euro.  Secondo  le accuse L'ex consigliere comunale  si sarebbe rivolto a persone vicino a un clan camorristico di Napoli ma residenti nella capitale per fare pressione sull’imprenditore . Ma Riggi, che successivamente era stato arrestato, aveva sempre respinto quelle accuse. Il 6 settembre il gip aveva revocato anche la misura dei domiciliari .

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Nella vicenda Riggi aveva avuto un ruolo marginale

L'avvocato Giampiero Vellucci è riuscito a dimostrare che il suo assistito aveva avuto nella vicenda un ruolo marginale e che non aveva nulla a che fare con la storia delle tangenti. Istanza accolta anche dal gip lo scorso settembre  che aveva revocato ogni misura restrittiva. Per Pio Riggi   è stata la fine di un incubo durato sei mesi. 

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