Subito scarcerati i due informatici che avevano utilizzato i bitcoin per un virus informatico

Per il pubblico ministero Ida Logoluso: "gli indizi raccolti sono carenti dal punto di vista documentale"

Revocata la custodia cautelare per Giampiero Di Palma e Peter Palladini, i due informatici frusinati arrestati dalla Guardia di Finanza in seguito ad un'inchiesta che riguardava appunto le frodi informatiche. L'ordinanza emessa nella giornata di ieri dal pm Ida Logoluso ha spiegato dettagliatamente le motivazioni che hanno indotto il magistrato a prendere questa decisione:

Le motivazioni

<I due indagati - si legge nell’ordinanza - hanno reso due interrogatori perfettamente concordanti ed a volte chiarificatori uno dell’altro, hanno fornito dell’intera vicenda la loro versione, che non solo non trova netto contrasto degli esiti dell’indagine, ma anzi evidenzia come talora gli indizi raccolti siano carenti dal punto di vista documentale......Deve ritenersi che gli indizi raccolti, pur evidenziando la commissione dei reati, compresi reati di natura fiscale, trascurati nell’incolpazione, perdono gran parte della loro gravità con specifico riferimento ai reati fine ipotizzati: emerge rafforzata la sussistenza di un'organizzazione piramidale con a capo i due maggiori indagati che peraltro ammettendo pienamente di aver acquistato da una serie di soggetti, più o meno loro legati, hanno altresì accentrato su di sé ulteriormente la responsabilità della complessiva condotta del gruppo, ma non può ritenersi supportata da gravi indizi di colpevolezza…..>.

Gli interrogatori

Nel corso dell'interrogatorio di garanzia i due informatici avevano sempre respinto tutte le accuse relative alla frode, al riciclaggio, alla sostituzione di persona, A loro dire non  avrebbero mai infettato i computer a scopo di lucro. Difesi dall’avvocato Angelo Pincivero, avevano sempre sostenuto di essersi limitati a vendere bitcoin attraverso un un sito web autorizzato per il commercio della moneta elettronica. Di  Palma e Palladini avrebbero riferito poi che loro cambiavano gli euro in bitcon ignari del fatto che servivano a pagare il riscatto per il virus informatico. Revocati gli interrogatori a carico degli altri indagati previsti per questa mattina nel collegio difensivo oltre all'avvocato Pincivero, i legali Carbone e Fabrizio Taglienti. Sequestrati, inoltre, alcuni siti web che operavano in modo illecito. La procura dovrà procedere  adesso ad altri  atti di indagine

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