Corruzione all'interno del carcere, medico sotto accusa per aver compilato falsi certificati

Secondo gli elementi raccolti dalla procura, il camice bianco avrebbe cercato di favorire un detenuto sottolineando l'incompatibilità della patologia con il regime carcerario

Carcere di Frosinone

Corruzione all'interno del carcere di Frosinone indagati un medico di 59 anni che avrebbe stilato dei falsi certificati ed un detenuto di 41 anni che avrebbe beneficiato delle agevolazioni da parte del camice bianco per "alleggerire" il regime carcerario. Secondo le accuse il dottore avrebbe ricevuto del denaro, o comunque ne avrebbe accettato la promessa fatta dal 41enne, per firmare certificati non rispondenti alla verità.

L'ipotesi di reato

Per il medico l’ipotesi di reato contestata è quella di 'induzione indebita a promettere utilità e falsità ideologica', per l’altro invece il reato è quello di corruzione. Il sanitario avrebbe certificato patologie del detenuto che non sarebbero state evidenziate dagli esami diagnostici. Nel diario clinico più volte avrebbe certificato la gravità delle condizioni generali di salute del 41enne sostenendo che per migliorare il suo stato poteva essere trasferito presso un Centro Diagnostico Terapeutico.

I falsi certificati

Nella documentazione inviata agli organi preposti, il medico avrebbe attestato falsamente che l'indagato deambulava a mezzo di una carrozzella. Invece dalle indagini era emerso che il 41enne soffrisse soltanto di problemi ad una mandibola.
Il sospetto che quelle certificazioni non fossero rispondenti al vero sarebbe venuto fuori dal fatto che per tre volte e a distanza di pochissimo tempo uno dall’altro, erano stati presentati dei solleciti per traferire con urgenza il detenuto in un centro diagnostico terapeutico idoneo a risolvere la sua patologia.

L'interrogatorio

Nella giornata di ieri il medico, sottoposto ad interrogatorio, si è difeso dicendo che non avrebbe mai stilato un falso certificato e che la storia della corruzione era stata messa in piedi da alcuni detenuti che volevano spillare del denaro ai  loro compagni di cella. Loro sostenevano di poter arrivare a lui, ma per questa "manovra" ci volevano dei soldi. Quelli che ci cadevano versano somme di denaro ai detenuti imbroglioni. Il medico ha ribadito di non aver mai preso nemmeno un euro. L'udienza preliminare si terrà il 30 novembre prossimo. Il detenuto è rappresentato dagli avvocati Giulia Giacinti e Maria Assunta Pellegrini, mentre il dottore verrà difeso dall'avvocato Nicola Ottaviani .

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