Cronaca

Operazione "Broken Sword" scarcerato Salvatore Scava

A stabilirlo il tribunale del Riesame che ha accolto l'istanza presentata dall'avvocato Luigi Tozzi

Operazione "Broken Sword", scarcerato Salvatore Scava, una delle otto persone che lo scorso mese erano state arrestate nel corso di un blitz antidroga. Insieme a lui erano finiti in manette Loris Spada, Valentino Maggi, Michael Iaboni, Emilio Barone, Bruno Spada, Valerio Petrongelli e Cristian Iaboni (per quest'ultimo era stato disposto in seguito l'obbligo di firma). Per la cronaca va detto che  soltanto Scava e Maggi avevano beneficiato dei domiciliari. Ma nei giorni scorsi il tribunale del Riesame ha accolto l'istanza dell'avvocato Luigi Tozzi ed ha disposto l'immediata scarcerazione. 

Le parole convenzionali

La banda per evitare di essere intercettata dalle forze dell'ordine usava parole convenzionali quali "documenti", "birre", "carte" e "prosecco". Termini che venivano utilizzati dagli arrestati per poter comunicare che era arrivata la droga che doveva essere spacciata. Il "grossista" dell'organizzazione Loris Spada che, secondo l'accusa, aveva il ruolo di fornire sostanza stupefacente a persone che poi la smerciavano al dettaglio.

Le indagini

I pedinamenti e le intercettazioni ambientali hanno fatto chiudere il cerchio intorno alla banda e lo scorso maggio sono scattati gli arresti. Per quanto riguarda la posizione di Salvatore Scava, l'avvocato  difensore Luigi Tozzi ha dimostrato davanti ai giudici capitolini l'infondatezza delle accuse circa il coinvolgimento del suo assistito con l'organizzazione malavitosa. I giudici hanno accolto la tesi difensiva e si sono pronunciati per la scarcerazione.

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