La violenza sulle donne non si ferma nel 2017, ma è l'amore che deve prevalere

di Caterina I. Paoletta   “Ero un nodo fatto su di te, quello che sono non lo devo certo a te, la voglia, la rabbia, il controllo sui pensieri e su me” 116 donne, 116 vittime nell’ anno 2016 appena concluso e le prime di questo 2017 si...

di Caterina I. Paoletta

“Ero un nodo fatto su di te, quello che sono non lo devo certo a te, la voglia, la rabbia, il controllo sui pensieri e su me”

116 donne, 116 vittime nell’ anno 2016 appena concluso e le prime di questo 2017 si chiamano Gessica e Ylenia; vittime dei loro carnefici, vittime dei loro uomini amati che per amarle credono di doverle possedere come cose e decidere dispensandone anche la vita o la morte.

Vergogna, è una parola che non basta più, massacrata e violentata, uccisa non rende forse più l’idea. Ci siamo abituati tutti ormai a certe notizie e voltiamo pagina, cambiamo canale; una in più una in meno non fa più notizia o scalpore, indignarsi è noioso e retorico. Un numero, un nome, una vita che non può difendersi più, che avrà lottato con tutta la forza per vivere e che si sarà arresa comprendendo che sarebbe morta per mano di chi le dormiva a fianco, per chi ha amato tutta la vita. Lo avrà lasciato poi fare arrendendosi, che quello fosse l’epilogo di una vita di botte, violenza psicologica, casalinga, denunce ignorate. Vergogna, quindi è una parola che non fa più effetto, scontata e banale forse addirittura retrò. Inventarne una nuova che concili lo sdegno e lo schifo forse non è facile, forse non è neanche opportuno. Ne potremmo scegliere una a caso che tanto una vale l’altra, il concetto non cambia. Bisognerebbe fermarsi ad ascoltare il rumore silenziosamente assordante delle lacrime nel lamento di chi dopo l’ennesima violenza non ha più una vita da vivere, di chi chiede aiuto e nessuno la sente. Quante donne a volte bambine crescono troppo in fretta, quante dolorose ferite poi restano dentro senza poter mai smettere di sanguinare. Quale destino aspetta la vittima e quale il carnefice? A volte sono uomini silenziosi ad essere i migliori carnefici che nascondono dietro una falsa apparenza un demone, il loro demone, quello che a volte non conoscono a fondo neanche loro e che lasciano vincere sulla ragione. A volte quindi sono proprio quelli che sembrano “bravi ragazzi” che poi si trasformano come il dr Jekil e Mr Haid e in un attimo tutto cambia; il giorno diventa notte, il bianco diventa nero, un abbraccio diventa una costrizione, un bacio un morso e un sorriso una lacrima, l’ entusiasmo paura. Ragazza non farlo arrabbiare implora la sua pietà, dagli quello che vuole e poi scappa sotto la doccia sperando che il suo odore svanisca presto, sperando di essere ancora viva dopo le botte, che non prenda quel coltello, che non ti butti sul viso quell’acido, che non ti massacri la testa fino allo sfinimento. Che l’acqua possa lavare il sangue e i lividi che restano su di te, mischiandosi e confondendosi con il tuo pianto l’immensa ferita che finito tutto ti resta dentro . E lui vuole farti credere che è colpa tua, non poteva resisterti, lo hai provocato avevi la gonna, il jeans attillato, il decolté in vista è colpa Tua ,hai cucinato male, non ha fatto le pulizie, non devi parlare1è colpa tua.

Sei tu che non vale nulla, sei una cosa sua, che senza di lui tu dove vai? Come se il libero arbitrio, il buon senso e l’educazione fossero una cosa astratta e che come bestie in calore cercassero la loro femmina e la dominassero.

“Bello svegliarsi e dire oggi che giorno è? Sai cosa voglio io, voglio carezze e baci; le carezze e i baci che mi toccano, che mi merito. Baci e carezze che la vita dice prendi, sono toccate a me! “L’amore è quel sentimento che non si tocca o si spiega, ogni uomo dovrebbe sapere che la donna è nata per essere uguale a lui, protetta e amata. Una donna ha in sè il miracolo della vita ed è bellissima e fragile nella sua imperfezione e delicatezza. Nessun trucco può nascondere quegli occhi sognanti ancora di una bambina che ha stupore, ancora bella. E anche sotto l’acqua e se fa freddo lei è ancora bella così com’ è. Con le sue stagioni, polemiche e indecifrabili indecisioni e certezze, con quella ingenuità e feroce tenacia che la rendono unica. Come non amarla e perdersi mentre ti sorride, con quel sole disarmante negli occhi e quel suo passo sicuro. Come si fa a non dormirle accanto e guardarla sognare. Lei è la vita, ancora bella adesso, anche dopo i lividi, i graffi, i segni della tua violenza. Si è ancora bella adesso e tu non la sporcherai con le tue mani luride, non la contaminerai del tuo veleno. E’ ancora bella adesso.

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