Lazio Ambiente, sindaci sul piede di guerra, da Buschini le solite bugie

Ferma presa di posizione dei Sindaci di Colleferro, Gavignano, Carpineto, Gorga, Segni, Genazzano, Olevano, Artena chiedono con forza chiarimenti sul futuro di  Lazio Ambiente

Lazio ambiente colle fagiolara

Ferma presa di posizione dei Sindaci di Colleferro, Gavignano, Carpineto, Gorga, Segni, Genazzano, Olevano, Artena chiedono con forza chiarimenti sul futuro di Lazio Ambiente

Il 26 Marzo, presso la Regione Lazio, si è tenuta una riunione alla presenza dell'Assessore Regionale all’Ambiente Mauro Buschini, dei vertici aziendali di Lazio Ambiente e di noi Sindaci.

Nella riunione si è discusso sul futuro della società analizzando gli aspetti economici e organizzativi della partecipata dalla Regione Lazio.

La volontà espressa dai vertici della Regione sulla nuova strategia societaria e sulla gestione dei rifiuti sembra essere quella di salvaguardare i posti di lavoro e creare un nuovo piano di gestione integrata dei rifiuti. Nonostante le buone intenzioni ad oggi, la situazione è di stallo e complessa.

A noi Sindaci ha fatto piacere ascoltare l’impegno preso dall’Assessore Regionale in merito alla salvaguardia dei posti di lavoro, all’introduzione di politiche legate alla raccolta differenziata “porta a porta” promossa dai Comuni che fanno parte del nostro bacino territoriale e alla potenziale realizzazione di impianti virtuosi di gestione dei rifiuti legati all'innovazione tecnologica.

Ci saremmo aspettati un’operazione interna di riorganizzazione della Società che possa portare anche a una riduzione dei costi dei servizi a carico dei cittadini e degli utenti.

Cosi come avremmo voluto sentire una prospettiva aziendale di riduzione del debito annuo di Lazio Ambiente, dovuto in gran parte a perdite connesse al negativo funzionamento degli impianti. Tuttavia, sono proprio i vecchi impianti presenti sul nostro territorio a generare il principale contrasto tra la visione Regionale dal futuro di Lazio Ambiente.

Altro aspetto che ci lascia perplessi è la questione degli stipendi riservati alla Dirigenza di Lazio Ambiente. Non comprendiamo come una società che presenta bilanci in perdita possa aumentare il salario dei propri dirigenti. Nel momento di difficoltà finanziaria la necessità di ridurre i costi di gestione per consentire il risanamento economico, come previsto dalla normativa vigente, è primario prima di arrivare a mettere in dubbio la posizione della società stessa e dei propri dipendenti. E’ necessario fornire all’opinione pubblica e a noi Sindaci giustificazioni in merito ai salari riservati al Top Management di Lazio Ambiente.

Mentre la discarica di Colle Fagiolara deve essere avviata alla chiusura, con dei tempi che riteniamo debbano essere più brevi possibile (anticipando anche la naturale scadenza del 2019), si concretizza lo spettro del “revamping” degli inceneritori.

Ancora una volta i Sindaci della provincia sud di Roma devono trovarsi di fronte alla prospettiva di essere la soluzione ai problemi romani legati ai rifiuti della capitale.

A noi Sindaci viene prospettato lo scenario di mantenere attivi gli impianti di Colleferro e San Vittore per altri 10 anni senza minimamente parlare del gassificatore di Malagrotta perché con la campagna elettorale alle porte a Roma non conviene affrontare questo argomento.

A tale scenario e prospettiva esprimiamo ferma contrarietà.

Un impianto del genere, oltre agli investimenti necessari per realizzarlo, avrebbe una vita di almeno 25 anni e significherebbe contraddire le politiche di gestione virtuosa che vorremmo venissero realizzate e che anche il nuovo management di Lazio Ambiente auspica.

L’utilizzo dell’incenerimento del rifiuto è un deterrente al raggiungimento di elevate percentuali di raccolta differenziata limitando l'impegno a realizzare una vera e propria politica di gestione circolare delle risorse.

Rimanere Comuni serviti da Lazio Ambiente o diventarne soci significa essere parti attive nella realizzazione delle scelte che cambieranno radicalmente la gestione dei rifiuti di un territorio compromesso a livello ambientale altrimenti, non ce ne sarebbe ragione, visti anche i costi del servizio.

Vogliamo comprendere quale sarà la prospettiva futura che verrà data dalla Regione Lazio sulla gestione dei rifiuti e dovrà essere chiara e ben delineata.

I Sindaci hanno chiesto espressamente di rivedere la situazione economica anche in conseguenza dell'uscita dalla partecipata regionale dei Comuni che hanno lasciato un ingente debito nelle casse di Lazio Ambiente.

Il nostro territorio deve essere il punto di partenza di politiche di gestione dei rifiuti a impatto zero che concentrino gli sforzi per ridurre, recuperare e riciclare i rifiuti.

Il Nostro territorio non vuol sentire più parlare di discariche e inceneritori.

Pretendiamo di dare ai cittadini un servizio di igiene urbana degno di questo nome, con costi che devono essere ridotti anche a fronte della definizione di un piano industriale credibile e condiviso col territorio.

Occorre un netto segno di discontinuità col passato, condizione imprescindibile affinché i Comuni possano credere in questo progetto.

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Firmato i Sindaci di Colleferro, Gavignano, Carpineto, Gorga, Segni, Genazzano, Olevano, Artena

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