Cronaca Paliano

Omicidio Willy, l'avvocato dei fratelli Marco e Gabriele Bianchi rompe il silenzio

Massimiliano Pica esterna le sue perplessità sulle accuse formulate a carico dei suoi clienti e ricostruzione un anno di patimenti anche i familiari dei due giovani

“Sinceramente non mi sarei mai aspettato che rimanessero coinvolti in una cosa del genere”. A parlare è l'avvocato Massimiliano Pica, legale dei fratelli Marco e Gabriele Bianchi (foto in alto), i due giovani di Artena accusati insieme a Francesco Belleggia e Mario Pincarelli dell'omicidio di Willy Monteiro, il cuoco ventunenne di Paliano ucciso di botte nel settembre del 2020 a Colleferro.

“Vengono descritti come violenti perché associati, purtroppo, alle arti marziali. Marco le praticava ma Gabriele non lo faceva da tre anni. Non sono d’accordo a definire di carattere violento una persona solo perché pratica uno sport" ha precisato l'avvocato Pica in un'intervista rilasciata all'agenzia Nova. Il legale poi sottolinea quanto non siano vere alcune notizie inerenti il lavoro dei fratelli Bianchi ed il fatto che sarebbero stati percettori del reddito di cittadinanza. “Il sussidio veniva percepito soltanto da un membro della famiglia - ricostruisce il legale-. Gabriele aveva una frutteria a Cori in provincia di Latina e Marco lavorava presso il ristorante del fratello con regolare busta paga. Ho visto anche io le foto pubblicate sui social in cui i due ostentano ricchezze” ma la verità, a detta dell’avvocato Pica, è ben altra. “Marco viveva a casa con la madre, una casa di campagna. L’Audi Q7 – con cui sono arrivati sul luogo del delitto- è una vecchia macchina dal valore commerciale esiguo”.

L'avvocato Pica poi parla del processo in Corte d'Assise che si sta svolgendo presso il tribunale di Frosinone. “Quello che noi vogliamo è che i fratelli Bianchi vogliono, è arrivare a fare chiarezza e dimostrare cosa sia accaduto quella sera. Non riesco a capire perché Francesco Belleggia (unico reo confesso ndr) si sia scagliato contro Marco. Eppure non ci si può dimenticare che l’unica traccia di dna rinvenuta, è stata quella di Samuele Cenciarelli (l'amico di Willy che ha provato a difenderlo) trovata su una scarpa destra di Belleggia il quale ha sempre sostenuto di non aver partecipato in alcun modo all’aggressione”.

La versione dei fratelli Bianchi è sostanzialmente diversa da quella fornita da Belleggia ma “Marco e Gabriele non si sottrarranno all’esame degli imputati. Gabriele sostiene di non aver proprio toccato Willy. Marco dice di aver colpito” Willy “a un fianco ma non era neanche sicuro di questo perché c’erano tantissime persone. Raccontano di non essere andati addosso a Willy per qualche fatto specifico, ma di aver trovato un gruppo di 30 o 40 ragazzi. Non c’entra nulla l’odio razziale”.

Ad un anno di distanza da quella terribile notte anche l'avvocato ricorda anche il dramma vissuto dai familiari di Marco e Gabriele Bianchi: “Una vicenda che ha stravolto tutti. Marco e Gabriele hanno due fratelli e questa cosa ha stravolto anche le loro vite. Inoltre il fratello è stato minacciato di morte”. A tal proposito, proprio Alessandro, il fratello di Marco e Gabriele, ha detto all’Agenzia Nova: “sono stato costretto a far perdere un anno di scuola a mia figlia perché temevo per la sua sicurezza”.
 

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