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Palestrina, si fa dare oltre 10 mila euro dalla zia per “salvare” i figli dalla rete. Arrestato 29enne del posto

Un 29enne del posto è stato arrestato dai Carabinieri di Palestrina per truffa continuata ed aggravata ai danni della propria zia e dei propri cugini e millantato credito nei confronti di appartenenti alle forze di polizia.

Un 29enne del posto è stato arrestato dai Carabinieri di Palestrina per truffa continuata ed aggravata ai danni della propria zia e dei propri cugini e millantato credito nei confronti di appartenenti alle forze di polizia.

Il giovane palestrinese dal mese di agosto 2013 e sino al Luglio 2015 con più azioni consecutive di un medesimo disegno criminoso, con artifizi e raggiri, ed utilizzando metodi estorsivi induceva la propria zia a ritenere il figlio destinatario di sanzioni amministrative da parte della Polizia Postale (per essersi illecitamente collegato via telematica a siti pedopornografici). Il malvivente aveva convinto la donna che tali sanzioni avrebbero avuto ripercussioni su tutti i due i suoi figli e che tali conseguenze sarebbero state evitate solo grazie all'intervento di alcuni componenti delle forze dell'ordine, con cui millantava profonda amicizia. In sostanza il truffatore avrebbe corrotto componenti delle forze dell'ordine con parte dei soldi che la zia gli avrebbe consegnato. La vittima nel tempo ha consegnato al proprio nipote la somma di circa 10.000 euro. La donna che comunque già da tempo destava sospetti sul nipote ha poi presentato una denuncia/querela già nel mese di Maggio 2015 ove i militari richiedevano inoltre all'Autorità Giudiziaria competente locale perquisizione, il sequestro di apparecchi telematici oltre che diversi accertamenti presso diversi Istituti di credito. Pochi giorni fa il nipote richiedeva alla donna una nuova somma di denaro di 840,00 euro poiché a sua detta il figlio della vittima era nuovamente destinatario di sanzione amministrativa da parte della Polizia Postale e che parte della somma sarebbe servita per corrompere un ispettore locale. In virtù dei nuovi sviluppi i Carabinieri organizzavano apposito servizio di polizia giudiziaria che consentiva di raccogliere elementi inconfutabili a carico del truffatore il quale al termine del sequestro del materiale telematico rinvenuto presso la sua abitazione e presso il suo studio veniva dichiarato in stato di arresto. Arrestato espletate formalità di rito veniva tradotto presso la casa circondariale di Roma Rebibbia a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.
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