Piedimonte, Urbano torna libero ma dovrà vivere lontano dalla Ciociaria

Il tribunale per il Riesame ha revocato gli arresti domiciliari ma applicato all'ex primario del pronto soccorso di Cassino il divieto di ritorno in provincia di Frosinone

Ettore Urbano

E' tornato ad essere un uomo libero ma non potrà vivere e lavorare in provincia di Frosinone, Ettore Urbano, ex primario del pronto soccorso di Cassino e capogruppo di minoranza al comune di Piedimonte. Lo ha stabilito il tribunale per il Riesame che ha accolto la richiesta di scarcerazione avanzata dall'avvocato Gianrico Ranaldi. Urbano è stato arrestato per presunti brogli elettorali commessi il giorno successivo alle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Piedimonte. Il professionista, candidato a sindaco, ha perso per una manciata voti battuto dal rivale Gioacchino Ferdinandi.

Il riesame

Il giudice, pur rimettendo in libertà l'ex consigliere regionale ed ex presidente dell'Ater di Frosinone, ha precisato nel dispostivo di sentenza che non è venuto meno il quadro indiziario né le esigenze cautelari ma semplicemente con il divieto di dimora in Ciociaria, Ettore Urbano non potrà incontrare nessuno degli altri indagati nella vicenda dei presunti brogli elettoriali. La misura di detenzione preventiva quindi non è più necessaria.

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Il fatto

Le indagini portate avanti dagli agenti del commissariato di Cassino coordinati dal vice questore Raffaele Mascia, funzionario della Polizia di Stato e dalla Procura di Cassino, non sono ancora concluse anzi. Nei giorni scorsi a vedersi notificare un avviso di garanzia è stata una dipendente comunale accusata di favoreggiamento. Per gli inquirenti avrebbe fornito alle persone coinvolte nella presunta alterazione delle schede elettorali, le chiavi di accesso alla stanza dove era stato depositati i plichi destinati alla Prefettura e contenenti appunto le preferenze dei candidati a sindaco. Ettore Urbano, secondo la Procura, sarebbe stato la mente del piano perfetto che, se non fosse stato scoperto, avrebbe portato all'annullamento delle elezioni da parte dei giudici del Consiglio di Stato. Allo stato attuale sono otto per persone finite nel mirino della magistratura.

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