Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Regione, Valente, al via contratto di ricollocazione generazioni per inoccupati tra 30 e 39 anni

Cinque milioni di euro per il “Contratto di ricollocazione – Generazioni” dedicato alle persone tra i 30 e 39 anni prive di impiego. Il bando pubblicato oggi dalla Regione Lazio è rivolto agli enti accreditati nel sistema regionale, i quali...

Cinque milioni di euro per il "Contratto di ricollocazione - Generazioni" dedicato alle persone tra i 30 e 39 anni prive di impiego. Il bando pubblicato oggi dalla Regione Lazio è rivolto agli enti accreditati nel sistema regionale, i quali potranno svolgere il servizio di accompagnamento al lavoro. Gli enti accreditati dovranno prendere in carico i giovani trentenni che aderiranno al contratto di ricollocazione, costruire insieme a loro un percorso personalizzato per l'inserimento lavorativo, sia autonomo sia subordinato. I cittadini interessati potranno iniziare a inviare in via telematica la loro domanda di partecipazione a partire dal 4 settembre 2017. I requisiti per aderire sono: essere residenti nel Lazio, avere un'età compresa tra i 30 e 39 anni, essere privi di lavoro. Il bando è a sportello fino a esaurimento delle risorse disponibili.

"Il contratto di ricollocazione mette al centro la persona- spiega Lucia Valente, assessore al Lavoro, Pari opportunità e Personale della Regione Lazio- E' sulla persona, sulle sue capacità e sulle sue potenzialità che viene costruito il percorso di accompagnamento intensivo al lavoro. La misura prevede anche l'attivazione di percorsi aggiornamento professionale e la possibilità di effettuare tirocini extracurriculari. L'obiettivo di questa politica attiva del lavoro è sostenere le persone prive di lavoro, supportandole con un sistema innovativo di servizi incentrato sulla cooperazione tra i Centri per l'Impiego della nostra Regione e i soggetti privati accreditati".

AGRICOLTURA: DOMANI BIANCHI CON HAUSMANN IN VAL DI COMINO PER IL DISTRETTO DEL BIOLOGICO

Tavola rotonda alle ore 16:30 a San Donato Val di Comino nel corso dell'iniziativa "appunti di viaggio per una ruralità costituente" previsti due incontri con i produttori a Campoli appennino e a san donato val di comino

In marcia per il riconoscimento del Bio-Distretto della Valle di Comino e del marchio di origine geografica del tartufo di campoli. Sono questi i due obiettivi che vuole raggiungere l'iniziativa dal titolo "Appunti di viaggio per una ruralità costituente" organizzata sulla spinta dall'associazione "Valle di Comino Bio - Natura & Salute" che si svolgerà martedì 4 luglio lungo tre tappe da Campoli Appennino fino ad arrivare a San Donato Val di Comino dove alle 16:30 ci sarà un dibattito pubblico sull'argomento.

Nel corso della giornata la Consigliera regionale Daniela Bianchi, l'Assessore regionale all'Agricoltura Carlo Hausmann ed alcuni innovatori di sistemi rurali incontreranno i produttori locali, associazioni e cittadini per poi confrontarsi in una tavola rotonda intitolata ""Sistemi rurali, nuovi territori tra innovazione sociale e bio-distretto della Val Comino - tartufo di Campoli."" prevista per le ore 16:30 presso il teatro comunale San Donato Val di Comino.

L'iniziativa sarà anticipata da due incontri con le aziende agricole, uno presso Campoli Appennino alle 14 riguardante la produzione del tartufo, e l'altro alle 16:00 a San Donato Val di Comino legato alle produzioni biologiche della Valle.

Daranno il loro contributo alla tavola rotonda delle 16:30, oltre che la Consigliera Bianchi e l'Assessore Carlo Hausmann, anche Claudio Di Giovannantonio dell'Arsial e importanti innovatori del campo agricolo. Ci saranno Mattero Salvadori che con la cooperativa Earth Link Project opera nel campo dello sviluppo locale in ambito rurale, Agostino Riitano che con il progetto Rural Hub di cui è project manager sta portando l'innovazione sociale all'interno dell'agricoltura e Luigi Corvo, docente di Economia Collaborativa presso l'Università Tor Vergata.

L'iniziativa è stata immaginata come un viaggio itinerante lungo la Val di Comino - spiega la Consigliera Daniela Bianchi - un territorio unico nel suo genere che con l'impegno di tutti può diventare un modello di sviluppo innovativo. L'agricoltura di qualità, in particolare quella bio, può diventare un bene comune capace di creare benefici economici, sociali e culturali per la comunità. Il Bio-distretto è un primo passo verso questo grande progetto così come il riconoscimento di prodotti unici delle nostra terra. Spero saremo in tanti in questo viaggio verso un'idea innovativa e allo stesso tempo antica del territorio.

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