Cronaca

Roma, arrotondava lo stipendio rubando somme di denaro dal registratore di cassa dipendente infedele arrestato

I Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina hanno arrestato un 42enne originario di Milano ma da tempo residente a Roma, incensurato, con l’accusa di furto con destrezza.

I Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina hanno arrestato un 42enne originario di Milano ma da tempo residente a Roma, incensurato, con l'accusa di furto con destrezza.

L'uomo, cassiere presso un esercizio commerciale della centralissima via del Corso, aveva pensato bene di "arrotondare" lo stipendio prelevando, da qualche tempo a questa parte e quasi quotidianamente, piccole somme di denaro dalla cassa dell'esercizio, supponendo che gli ammanchi potessero passare inosservati.

In realtà, uno dei responsabili del negozio, durante le normali attività di controllo degli incassi, si era già reso conto delle somme mancanti e ha deciso di sporgere denuncia ai Carabinieri.

I militari, in contemporanea con l'inizio dei saldi invernali e in previsione dell'afflusso di numerose persone nel negozio, hanno avviato un'attività di osservazione durante la quale hanno sorpreso il 42enne mentre si stava intascando una banconota da 100 euro appena prelevata dalla cassa.

Il dipendente infedele è stato subito bloccato e, recuperata la banconota, è stato posto agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo dinnanzi al Giudice di Roma.

ROMA - SOMMINISTRAVA SEDATIVI ALLA FIGLIA RICOVERATA PRESSO L'OSPEDALE BAMBINO GESU'. CARABINIERI ARRESTANO MADRE TRENTENNE CON L'ACCUSA DI TENTATO OMICIDIO

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, in collaborazione con personale del Comando Provinciale di Napoli, hanno arrestato A.M., 30enne di Napoli, in esecuzione di un'ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Roma, Dott. Ezio DAMIZIA, su richiesta della locale Procura della Repubblica (dott.ssa Maria MONTELEONE e dott.ssa Eleonora FINI), in quanto ritenuta responsabile di tentato omicidio nei confronti della figlia di poco più di tre anni.

Il provvedimento restrittivo si basa sulle risultanze investigative acquisite dai militari di via in Selci, a seguito dei referti inviati dalla direzione sanitaria dell'Ospedale Bambino Gesù, con i quali, lo scorso dicembre, erano stati segnalati due episodi di arresto cardiorespiratorio, apparentemente ingiustificati, a carico della piccola bambina, che veniva tratta in salvo solamente grazie al tempestivo intervento di medici rianimatori.

Gli approfondimenti investigativi eseguiti hanno consentito di accertare che le trentenne, verosimilmente a causa della tensione coniugale esistente con il marito e con l'intenzione di attirare l'attenzione di quest'ultimo sugli interessi familiari e così rafforzare il loro legame, avrebbe deliberatamente, e senza alcuna prescrizione medica, somministrato alla figlia, mentre era ricoverata presso l'Ospedale Bambino Gesù, farmaci contenenti benzodiazepine in grado di procurare l'arresto cardiorespiratorio della piccola.

Già lo scorso 28 dicembre, gli stessi Carabinieri avevano notificato alla donna un provvedimento di sospensione della potestà genitoriale, adottato, alla luce dei preliminari riscontri acquisiti, dal Tribunale per i Minorenni di Napoli, che aveva disposto il divieto di avvicinamento nei confronti di entrambi i genitori alla bambina ricoverata e alle due sorelline più piccole, che sono state affidate ai servizi sociali partenopei.

La donna è stata rintracciata nei pressi della sua abitazione a Napoli e tradotta, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria, presso la Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli.

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