Roma, “fare chiarezza” sull’amoris laetitia e’ quanto chiedono i laici

Riusciranno a farsi non solo sentire, ma anche ascoltare e tenere in considerazione dal Papa regnante e dai suoi più stretti collaboratori le voci laiche provenienti da tutto il mondo che – perplesse e critiche nei confronti delle tante...

Riusciranno a farsi non solo sentire, ma anche ascoltare e tenere in considerazione dal Papa regnante e dai suoi più stretti collaboratori le voci laiche provenienti da tutto il mondo che – perplesse e critiche nei confronti delle tante interpretazioni ecclesiali lassiste riferite all’esortazione apostolica ‘Amoris laetitia’ - si leveranno in mattinata e nel pomeriggio da via della Conciliazione? E’ una domanda alla quale solo Santa Marta potrà dare una risposta, a questo punto moralmente dovuta alla luce del disorientamento e della confusione dilaganti un po’ dappertutto nell’ambito di quei cattolici che hanno scelto di restare fedeli all’insegnamento della dottrina sociale della Chiesa.

‘Fare chiarezza’: è quanto chiederanno i laici che animeranno il Convegno omonimo (il primo a livello internazionale), che si aprirà alle 10.00 presso l’Hotel Columbus (una scelta certo non casuale a pochi passi da San Pietro) e si protrarrà fino alle 16.30, caratterizzato dalle relazioni di sei esperti.

Come abbiamo più volte evidenziato (ma, stante la sordità voluta di certi turiferari professionisti, repetita iuvant ), i promotori del Convegno - i media cattolici italiani La Nuova Bussola Quotidiana e Il Timone – non intendono l’incontro come un atto di pubblica ribellione a papa Francesco né come l’occasione per indirizzargli un ultimatum, tantomeno come un primo passo verso un ipotetico scisma. Niente di tutto questo.

Il convegno è inteso invece come un atto pubblico di assunzione di responsabilità -con quella parresìa, franchezza chiesta dallo stesso Papa - da parte di una fascia importante del laicato cattolico (ovvero del popolo cattolico) verso la propria Chiesa. Un’assunzione di responsabilità rispetto a questioni fondamentali per la vita cristiana come la dottrina sul matrimonio, anche sull’Eucaristia, sulla distinzione tra bene e male, sui rapporti tra verità, giustizia e misericordia, su quelli tra la norma e la sua applicazione. Di tutto questo si parlerà al Columbus con spirito di servizio verso la comunità ecclesiale, affinché essa (i pastori in primo luogo, perché grande è la loro responsabilità) non si smarrisca per rassegnazione o per opportunismo, arrendendosi alla fluidità, al relativismo estremo dei nostri giorni per cui la persona non diventa altro che un oggetto da manipolare a proprio piacimento.

I relatori del Convegno sono figure laiche di alto profilo. A cominciare da Anna Silvas, che (di origini rumeno-inglesi) viene dall’Australia, insegna presso l’Università of New England e si occupa in particolare di tarda antichità, con studi incentrati sulla nascita del monachesimo nell’est dell’Asia minore e in Siria. Titolo della sua relazione (in inglese)? A un anno da Amoris laetitia: una parola al momento giusto.

La parola passerà poi a Claudio Pierantoni, romano e docente di Filosofia medievale presso l’Università del Cile. È tra i firmatari del "Documento dei 45", la petizione inviata la scorsa estate a cardinali e patriarchi perché domandassero al Papa di chiarire i punti più controversi dell'esortazione apostolica Amoris Laetitia; e poi del “Documento dei 26”, pubblicato lo scorso 8 dicembre per sostenere i Dubia sottoposti a Francesco da quattro cardinali firmatari (altri, come è noto, li condividevano).Titolo della sua relazione (in italiano)? La necessaria coerenza del Magistero con la Tradizione: gli esempi nella storia.

Concluderà la mattinata Jűrgen Liminski, giornalista, specializzato in politica estera in particolare mediorientale e islamica e in tematiche sociali e legate alla famiglia. E’ stato per otto anni caporedattore di politica estera del quotidiano ‘Die Welt’. Dal 2011 è anche direttore dell’Ufficio Stampa della sede centrale di “Aiuto alla Chiesa che soffre” a Königstein. Coniugato dal 1971, ha dieci figli. Titolo della sua relazione (in francese)? Indissolubilità del matrimonio, un bene per la società.

Alle 14.00 si riprenderà con Douglas Farrow, docente di filosofia cristiana presso la McGill University di Montreal (Canada). Specialista nei rapporti tra Chiesa e Stato, è direttore del Progetto per Pluralismo, Religione e Politica pubblica. Titolo della sua relazione (in inglese)? Le radici della crisi attuale.

Seguirà la relazione di Jean Paul Messina, docente di Storia del cristianesimo e scienze religiose presso l’Università cattolica dell’Africa centrale a Yaoundé (Camerun). E’ direttore del corso dei master in teologia nell’omonima facoltà. Membro corrispondente del Pontificio Comitato di scienze storiche, è anche presidente dell’Ufficio esecutivo dell’Associazione camerunense per il dialogo interreligioso. Titolo della sua relazione (in francese)? Universalità della dottrina e contesti locali: il caso delle Chiese d’Africa.

Ultima relazione del Convegno quella di Thibaud Collin, docente di filosofia morale e politica presso il Collège Stanislas di Parigi. E’ membro anche del corpo insegnanti dell’istituto di studi antropologici Philantropos. Titolo della sua relazione (in francese)? Discernimento in coscienza?

Giova ricordare che è prevista la traduzione simultanea delle relazioni. E’ a disposizione dei giornalisti la cartella-stampa contenente le biografie, articoli sull’argomento tratti da La Nuova Bussola Quotidiana, il testo dei Dubia inoltrato a papa Francesco. Inoltre il Convegno sarà seguito in tempo reale su Facebook da La Nuova Bussola Quotidiana.

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