Ragazzo di appena 21 anni muore in carcere, indagati i responsabili della Rems di Ceccano

"Regina Coeli è un caos. Non ce la faccio. Mi sveglio e soffro. Soffro mentalmente. Mandatemi a casa. Mi curo". Queste le ultime parole del ragazzo

Tre giorni prima di morire lo aveva detto davanti al giudice che in carcere non avrebbe resistito. "Regina Coeli è un caos. Non ce la faccio. Mi sveglio e soffro. Soffro mentalmente. Mandatemi a casa. Mi curo...".  Queste le  ultime parole di V. G. un ragazzo di soli 21 anni che si è tolto la vita nel carcere romano.

L'inchiesta e le dieci persone indagate

A seguito di questa morte la procura ha aperto un'inchiesta, dieci le persone indagate. Il giudice tra l'altro dieci giorni prima che mettesse in atto l'insano gesto ne aveva disposto la scarcerazione per essere affidato ad una Rems. Secondo il pm gli indagati avrebbero peccato di superficialità sottoponendo il detenuto che aveva istinti suicidari a blande ispezioni. 

La lente della Procura

Sotto la lente della procura sono finiti, oltre ad  alcune guardie penitenziarie anche un medico che aveva visitato il ragazzo a gennaio. Il ragazzo accusato di oltraggio e condannato a 4 mesi di reclusione e a 6 di misura cautelare nella Rems di Ceccano, andava scarcerato già il 14 febbraio. Anche perché quel giorno una perizia aveva avvertito che "era ad alto rischio suicidario".

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Il fascicolo

A Frosinone, invece, è stato avviato un fascicolo contro i responsabili della Rems di Ceccano, che nel dicembre 2016, dando il via libera al ritorno in carcere del ragazzo, lo avevano descritto "ben orientato", all’opposto di un’altra relazione. Gli istinti suicidari venivano ritenuti simulazioni. Invece, non era così. Il ventunne che si portava dietro grossi disagi a detta del magistrato inquirente era soltanto un giovane che andava aiutato. Al giudice aveva detto: "Vi do la mia parola d’onore. Se mi mandate a Villa Letizia o a casa mia mi curo". Ma così non è stato.

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