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Ciampino, ancora polemiche sulla gestione del Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo

Città in Comune: «Pressapochismo e incompetenza, Terzulli non è diverso dagli altri»

Città in Comune: «Pressapochismo e incompetenza, Terzulli non è diverso dagli altri»

È ormai da giorni che diversi gruppi politici lanciano dei duri botta e risposta sulla questione migranti. Dal 1 luglio infatti, la Prefettura ha incaricato la società partecipata ASP ad ospitare, all'interno della struttura Ostello, circa 80 ragazzi africani inerenti al progetto CARA del Ministero degli Interni (Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo). Da allora, l'Amministrazione comunale si è mostrata molto disponibile al dialogo con associazioni e gruppi politici locali per la gestione del servizio. A luglio però, i ragazzi africani sono stati allontanati dalla struttura Ostello a causa di interventi di manutenzione e non hanno ancora fatto ritorno.

A riportare in luce la vicenda sono stati il Partito Socialista e la lista civica Punto A Capo, che hanno mosso dure critiche all'Amministrazione, colpevole, dal loro punto di vista, di non aver ancora emesso bandi pubblici volti alla selezione di personale qualificato da assumere in vista dell'imminente ritorno dei ragazzi africani e dell'avvio del Centro di Accoglienza. Puntuale è arrivata la risposta del Sindaco Terzulli sul Blog della Città di Ciampino 00043.it, in cui dichiara che «sulla questione migranti, non ci sono stati aggiornamenti perché non ci sono state novità di rilievo, stiamo facendo una stima dei danni lasciati alla struttura e non sistemati dalla cooperativa che la gestiva. Dopo alcuni incontri non abbiamo ancora concordato la conclusione della procedura di rilascio e la quantificazione definitiva dei danni che ci dovranno risarcire. Purtroppo questa fase non dipende solo da noi. Intanto - conclude il Sindaco - stiamo preparando il capitolato dei lavori che andranno fatti. Non si hanno notizie di assunzioni perché non sono state fatte».

Queste parole però hanno suscitato la dura reazione di Città in Comune, movimento nato come lista civica durante la campagna elettorale e divenuto un vero e proprio movimento politico. Città in Comune accusa il Sindaco di «pressapochismo e incompetenza». Il comunicato che segue è molto duro. «Le dichiarazioni del Sindaco Terzulli a 00043.it sono la dimostrazione di come l'incapacità sia in grado di creare e alimentare falsità. Quanto ha sostenuto il Sindaco è vergognoso perché non parla di nulla in concreto, e non fa neanche chiarezza sulle modalità con cui verrà gestito il servizio. Se non sono previste assunzioni, come farà ASP, che non ha figure professionali specifiche, a gestire un Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo?. In un bell'incontro il Sindaco e l'Amministrazione parlavano di ''modello di accoglienza'' e ''partecipazione'' dei cittadini. Al momento queste parole sono servite solo a produrre qualche bel progettino che finirà ai soliti noti. Sulle cose importanti - dallo sgombero forzato dei ragazzi di notte per non meglio precisati lavori di ristrutturazione, fino ad oggi - non è stata coinvolta nessuna realtà cittadina locale. Il rientro a metà Agosto di questi ragazzi è saltato e non si sa né quando né come rientreranno. Dalle dichiarazioni di Terzulli - prosegue Città in Comune - l'unica cosa che emerge sono le devastazioni dei ragazzi all'Ostello! Cosa ovviamente falsa, visto che già da dicembre 2014 i ragazzi, a causa di un guasto alla caldaia che nessuno riparava, erano senza riscaldamenti, senza acqua calda e senza abiti invernali. Siamo stati noi a segnalare questi disservizi al Sindaco che non ne era al corrente. La frase sullo stato di degrado del Casale è stata usata per fini propagandistici, ed è vergognosa e assolutamente tendenziosa. La realtà è che né la Cooperativa assegnataria né il Comune hanno eseguito la dovuta manutenzione ordinaria per mantenere l'Ostello in condizioni decenti negli ultimi quattro anni ed ora si rimpallano la responsabilità. Più volte abbiamo sottolineato che la responsabilità non è dei ragazzi, ma di chi al contrario avrebbe dovuto svolgere un servizio decente (la Cooperativa di Buzzi) e/o controllare la regolarità del servizio e lo stato materiale di una struttura che appartiene al Comune e dunque a tutti i cittadini (l'Amministrazione). Evitiamo quindi - conclude Città in Comune - di speculare sulle falsità per alimentare diffidenza e ostilità. Cerchiamo invece di individuare i veri responsabili di questa situazione».

Sara Marazza

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