Frosinone, dopo l'incontro con Pompeo del sindaco di Pastena: per non rimanere dei provinciali

L’incontro con il presidente della provincia avv. Antonio Pompeo è stato praticamente un soliloquio, una rappresentazione dei problemi, un’enunciazione di iniziative o di aspettative che consentirebbero alle istituzioni di fare un notevole passo...

Palazzo Provinciale

L’incontro con il presidente della provincia avv. Antonio Pompeo è stato praticamente un soliloquio, una rappresentazione dei problemi, un’enunciazione di iniziative o di aspettative che consentirebbero alle istituzioni di fare un notevole passo in avanti recuperando credibilità e fiducia da parte dei cittadini. Se le istituzioni non servono a migliorare la vita dell’uomo, a tutelare il territorio, a difendere i deboli, a diffondere la giustizia e la solidarietà, a promuovere il progresso sociale, a dare a tutti la possibilità di avere una famiglia e sperare in un futuro di pace e di progresso per le nuove generazioni, ad offrire opportunità di lavoro e di occupazione per i giovani, a tutelare la salute degli anziani, a dare sicurezza ai cittadini contro l’espansione della micro – criminalità e delle organizzazioni mafiose, a promuovere la cultura e a testimoniare i valori della legalità e della democrazia che cosa ci stanno a fare ?

E’ questa la riflessione che ho fatto dopo aver illustrato i problemi inerenti la pessima manutenzione della viabilità e la necessità per il nostro paese di incentivare il turismo per creare occupazione e investimenti . Il presidente ha ascoltato in silenzio il progetto che la nostra amministrazione ha intrapreso per offrire un solido punto di riferimento per il sostegno e la crescita dei disabili e per sostenerne l’integrazione e il pieno inserimento sociale.

Ha richiesto uno schema, una bozza di progetto riguardo alla costituzione di un nucleo operativo provinciale capace di approfondire la conoscenza dei fenomeni mafiosi presenti sul territorio della ciociaria. Un passo necessario per incoraggiare, chi subisce l’estorsione ed è costretto a pagare le tangenti , a denunciare e non sottostare ai ricatti di amministratori corrotti e di pubblici ufficiali collusi.

L’impressione, estemporanea, istintiva è che i ruoli e i compiti della "provincia" siano ancora avvolti nel mistero e che nessuno abbia le idee chiare su cosa fare e su come muoversi.

Se non ci saranno prese di posizione ed interventi concreti si rischia che la compagine eletta, di tutti gli schieramenti, stia lì solo per narcisismo, per esigenze ed equilibri interni delle forze politiche e per mantenere una visibilità pubblica. È chiaro che un ente così non servirà a dare risposte intelligenti al territorio né a coloro che danno voce ai bisogni e alle speranze delle comunità locali ma servirà solo per fare carriera nei partiti di appartenenza e ad avere un posto nelle liste elettorali. È chiaro che se la “provincia” anziché sostenere i programmi dei comuni ne ostacola e ne frena il percorso diventerà un inutile orpello al servizio dei partiti o di coloro che hanno un concetto arcaico della politica fondato sulla trame clientelari della spartizione del potere e della lottizzazione dello Stato.

È chiaro che se tutto tornerà ad essere incentrato sui favori concessi a chi ha un pacchetto di tessere o a chi indossa la stessa casacca manterremo lo “status quo” ed assisteremo ad un film già visto che avrà come trama il perdurante declino e degrado delle pubbliche istituzioni.

Oggi occorre avere il coraggio di andare avanti e non la nostalgia di tornare indietro. dott. Arturo Gnesi Sindaco di Pastena

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