Martedì, 19 Ottobre 2021
Roma Piglio

Piglio, la Confraternita della Madonna delle Rose ha approvato il bilancio

Si è tenuta sabato 8 Febbraio l’assemblea per approvare il bilancio del Santuario e della Confraternita anno 2013 e quello preventivo anno 2014 alla presenza del Priore, del Cappellano, dei consiglieri e dei confratelli e consorelle.

Si è tenuta sabato 8 Febbraio l'assemblea per approvare il bilancio del Santuario e della Confraternita anno 2013 e quello preventivo anno 2014 alla presenza del Priore, del Cappellano, dei consiglieri e dei confratelli e consorelle.

Come ogni hanno viene presentato dal Priore e dall'Economo della Confraternita il bilancio consuntivo e quello preventivo che è stato approvato all'unanimità anche perché le entrate sono state superiori alle uscite per cui i conti sono risultati in attivo.

Unica nota dolente è stata quella che dei 160 confratelli e consorelle aderenti alla Confraternita sulla carta, sono risultati presenti all'assise solo una quarantina su trentasette confratelli in regola al pagamento della quota associativa che ammonta annualmente a 5 Euro.

Dispiace, però, che in una confraternita senza fini di lucro una parte così cospicua non adempia ai suoi doveri, anche se ovviamente gli "inadempienti" sono stati esclusi dalle decisioni e dalle conseguenti approvazioni del bilancio.

C'è da dire, però, che la quota associativa serve oltre alle spese correnti ad iniziative di vita sociale come le gite, i raduni diocesani e regionali delle confraternite ed altro.

D'altra parte non si capisce come una Associazione possa mantenere fede ai suoi doveri statutari sanciti dalla Diocesi di Anagni-Alatri, se le vengono a mancare quelle entrate che servono semplicemente a sostenere le spese amministrative e gestionali.

Il mancato pagamento della quota associativa è un problema antico. In un documento così si legge: "Tutti i fratelli e le sorelle della Confraternita della Madonna delle Rose che oggi si lamentano del pagamento della quota annuale sappiano che la Confraternita, fin dalle origini, si è sostenuta con il pagamento delle quote dei confratelli. Già nel 1867 viene annotata nel registro delle entrate la riscossione delle decime che, a norma delle regole, i fratelli e le sorelle devono versare.

Negli anni successivi si parla semplicemente di quote. Nel libro delle entrate della Confraternita, nell'anno 1900, il sindacatore Alcibiade Borgia "deplora la scarsa ed infelice riscossione delle quote annue dovute dai fratelli e sorelle, la quale dovrebbe essere curata con più premura ed attività, e affidata a persone che riscuotono fiducia".

A questa lamentela si associa don Pio Appetecchia, il quale scrive che "tale deficienza di quote dipende parte dai fratelli e sorelle abbastanza morosi e di cattiva volontà, capaci unicamente di mormorare a carico del prossimo, parte da coloro incaricati per la riscossione, i quali non hanno avuto premura di soddisfare il loro impegno".

Nella relazione della visita pastorale datata 24 Ottobre 1929 si trova scritto che i componenti della confraternita erano numerosi: 139 fratelli e 105 sorelle Il 6 Gennaio 1930 e solo 34 fratelli accettano lo statuto del Vescovo Gaudenzio Manuelli, datato 1 Novembre 1929, nel quale , tra gli altri articoli, al n° 52 si legge: "Entro il Gennaio di ogni anno, i fratelli verseranno al Camerlengo la quota fissata da ciascuna confraternita , e nello stesso tempo anche le sorelle, in proporzione della metà: chi mancasse a questo dovere, dopo un solo avviso del camerlengo decade da associato". Nelle risposte al questionario per la visita pastorale del 1950 leggiamo che la Confraternita si sostiene unicamente con le quote dei Confratelli e delle Consorelle e con le oblazioni dei fedeli. I confratelli sono 263, le consorelle 124 mentre dalla relazione della visita pastorale del 1976 si apprende che gli iscritti alla Confraternita sono 230.

Giorgio Alessandro Pacetti

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