Valmontone, al via la conferenza dell'Aribac "Arrivare dove nessuno arriva"

I volontari dell'Aribac di Bagnoregio varcano i confini della provincia di Viterbo, con l'obiettivo di esportare la loro esperienza. Su invito della Amministrazione comunale di Valmontone, il 5 dicembre, alle 17:30, presso il Palazzo Doria...

I volontari dell'Aribac di Bagnoregio varcano i confini della provincia di Viterbo, con l'obiettivo di esportare la loro esperienza. Su invito della Amministrazione comunale di Valmontone, il 5 dicembre, alle 17:30, presso il Palazzo Doria Panphilj, l'Associazione Riabilitatori su base comunitaria (Aribac) terrà infatti una conferenza-dibattito sul tema "Arrivare dove nessuno arriva, la Riabilitazione su base Comunitaria".

A promuovere l'iniziativa, a livello locale, sono il vice sindaco di Valmontone, Daniele Mattia, e l'assessora alla Sanità e politiche sociali, Maria Grazia Angelucci. "I cardini della riabilitazione sviluppata nella comunità sono la condivisione e la trasmissione delle conoscenze da parte delle figure professionali sanitarie alle persone, che informate e responsabilizzate, diventano attente ai bisogni di riabilitazione e partecipazione del territorio - spiega il dott. Ivano Mattozzi, presidente di A.Ri.Ba.C., e medico con incarico ad alta specializzazione per le cure palliative presso la Asl di Viterbo – la nostra associazione, nata un anno fa grazie anche all'aiuto del sindaco di Bagnoregio (Vt) Francesco Bigiotti, opera nel territorio attraverso due medici, sei fisioterapisti, una psicologa e una infermiera professionale, che hanno finora formato 14 assistenti". Il Community developed o based rehabilitation (CBR), nasce 20 anni per i Paesi a basse risorse economiche, ma dal 2004 si è sviluppato anche in Nord America (USA e Canada) e nel nord Europa, soprattutto in Svezia e Scozia. Il suo fulcro è la riabilitazione nella comunità, ottenuta attraverso l'impiego di professionisti qualificati (medici specialisti, fisioterapisti, infermieri), incaricati di formare le persone, affinché queste siano poi in grado di aiutare coloro che soffrono per qualsiasi disabilità, sia essa legata all'età, alla condizione economica, alla malattia. Un metodo che punta a rivoluzionare il concetto di assistenza, fornendo ai cittadini gli strumenti per diventare protagonisti attivi dei processi di aiuto ai propri familiari e a coloro che ne hanno bisogno. "Si tratta di un progetto che non può prescindere dalla collaborazione di Asl, Amministrazioni comunali e associazioni di volontariato, al fine di arrivare a dare risposte al bisogno, al disagio sociale e economico - aggiunge il dott. Germano Pestelli, ambasciatore Onu per la Riabilitazione Comunitaria – il nostro è un sistema solidale che, oltre che ad essere a costo zero, fa risparmiare, razionalizza le poche risorse dedicandole all'acuzie, continua l'attività del servizio sanitario, riduce le richieste di assistenza, umanizzandola. Non a caso l'Organizzazione mondiale della sanità lo ha raccomandato agli stati membri sin dal 2011, con un progetto di sviluppo mondiale che molti Paesi stanno portando avanti".

Per info dott. Ivano Mattozzi 3282226855

www.aribac-onlus.com

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