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'Acqua limpida e nessun fetore', viaggio nel depuratore AeA un anno dopo la gestione Barillaro

L'impianto di Villa Santa Lucia è perfettamente funzionante grazie agli interventi disposti dall'amministratore giudiziario nominato da. Risoltiva la sinergia con i Carabinieri Forestali

L’acqua è limpida, l’aria respirabile e non impregnata di un odore nauseabondo. Il depuratore dell’ex Cosilam, da un anno commissariato, per volere della procura di Cassino e gestito dall’amministratore giudiziario Massimo Barillaro, è stato completamente ristrutturato e messo a norma. Dodici mesi di lavoro costati fino a oggi 650.000 euro. Un’opera certosina, resa possibile solo grazie alla professionalità dei tecnici scelti da Barillaro per far ripartire un impianto che era fermo a 15 anni fa. Le vasche di ossidazione sono state dapprima svuotate, sottoposte alla rimozione dei fanghi presenti da decenni, poi sono stati sostituiti integralmente il sistema di diffusione dell’aria e altri importanti componenti tecnici indispensabili per il corretto funzionamento dell’impianto.

Non c’è più traccia di inquinamento nelle acque del rio Pioppeto lì dove la parte finale della depurazione viene scaricata. Nel corso d’acqua è tornata la flora e la fauna, con pesci e girini che la fanno da padrone lungo le sponde. Un successo solo ed esclusivamente targato procura della Repubblica (l'inchiesta Acque Nere è stata coordinata dal sostituto procuratore Emanuele De Franco) e Carabinieri Forestali che hanno preso di petto la situazione con un'inchiesta senza precedenti e che ha portato alla luce una serie di irregolarità gestionali che sono scaturite in provvedimenti restrittivi a carico dell’allora vertice della AeA.

Depuratore

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