Si approfitta dell'amica disabile e le svuota il conto in banca di 1 Mln e 154 mila euro

Una sessantacinquenne ciociara è stata condannata dal tribunale per circonvenzione di incapace ed ora dovrà restituire tutti i soldi alla donna che era rimasta anche senza casa

Circonvenzione di incapace. Questo il reato per il quale una sessantacinquenne è stata condannata a risarcire una disabile. Il giudice ha stabilito che la donna dovrà versarle ben un milione e 154 mila euro. La storia inizia nel 2004 quando la vittima, una donna di 52 anni di Villa Santo Stefano che lavorava in qualità di ausiliaria in un ospedale della capitale, a  seguito di un intervento al menisco era diventata paraplegica. Purtroppo erano sopraggiunte delle complicazioni che l'avevano portata sulla sedia a rotelle. 

Il maxi risarcimento

Per quella condizione la signora, dopo circa quattro anni, era stata risarcita dall'ospedale con un milione e duecentomilia euro.  Una delle amiche con le quali condivideva l'appartamento si era offerta di  aiutarla. Facendo leva sul fatto che era  diventata una disabile che necessitava di continue cure l’aveva convinta a cointestarle il suo conto corrente.

La scomparsa dei soldi sul conto

Ma dopo tre anni e mezzo di quel denaro ricevuto dall’assicurazione, non c’era più traccia. Il conto era stato completamente azzerato. La cosa ancora più grave è che la disabile era stata sbattuta in mezzo alla strada. Ad accoglierla alcuni vicini di casa i quali, impietositi da quella storia avevano deciso di prendersi cura della poveretta.

L'intervento dell'avvocato

Sono stati proprio loro a rivolgersi all’avvocato Enrico Pavia affinchè si facesse luce sulla vicenda. Il legale che aveva ravvisato una circonvenzione di incapace, aveva presentato un esposto in procura. Le indagini che erano seguite avevano portato alla  movimentazione del denaro che era stato transitato su altri conti attraverso bonifici e vari investimenti.

La condanna dell'ex amica

A seguito di tali fatti, il giudice ha condannato la "cara amica" al risarcimento di un milione e 154mila euro. Ma l’inchiesta non è ancora conclusa. Altre tre persone sarebbero coinvolte nella vicenda e che debbono rispondere del reato di circonvenzione di incapace non solo in sede civile ma anche penale.

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