La magica tromba di Enrico Rava all'Atina Jazz

Grande attesa per l'evento in programma domani a partire dalle 21 in piazza Marconi nel cortile interno di palazzo Cantelmi

La chiusura di Atina Jazz, domenica 28 luglio, in piazza Marconi e nel cortile di palazzo Cantelmi, è affidata a Enrico Rava 80th Anniversary. In occasione dei suoi 80 anni, che compirà il prossimo 20 agosto 2019, Enrico Rava ha voluto pensare a una formazione “Special Edition” live, raggruppando i musicisti che più gli sono stati vicino negli ultimi anni, per rivisitare i brani più significativi della sua carriera, rivisti in un’ottica odierna ed interpretare nuove composizioni scritte per questa occasione. Ad accompagnarlo sul palco: Giovanni Guidi al pianoforte, Gianluca Petrella al trombone, Francesco Diodati alla chitarra, Gabriele Evangelista al contrabbasso ed Enrico Morello alla batteria. Numerose le date del tour mondiale che toccherà, oltre all’Italia, anche Belgio, Germania, Lussemburgo, Polonia, Stati Uniti e Argentina. È attesa invece per il 6 settembre, l’uscita del suo nuovo album: un live registrato durante il tour con il sassofonista Joe Lovano.Nel 2019 Enrico Rava è stato insignito dell’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito odella Repubblica italiana. L’Onorificenza italiana si aggiunge ad altre ricevute negli anni passati all’estero. Infatti, Enrico Rava è stato nominato anche Chevalier des Arts et des Lettres dal Ministero della Cultura francese e Doctor in Music Honoris Causa alla Barkleee School of Music di Boston. Infine, è cittadino onorario della città di Atlanta in Georgia. Sono passati ormai più di 50 anni da quando Enrico Rava apparve, dapprima sulla scena italiana e poi in quella mondiale, collaborando con artisti del calibro di Gato Barbieri e Steve Lacy, con cui passò una breve stagione a Buenos Aires insieme ai sud-africani Johnny Dyani e Louis Moholo.Poi venne il lungo soggiorno a New York dove incontrò e collaborò con artisti come Roswell Rudd, Carla Bley, John Abercrombie, Cecil Taylor, tra i tanti. Negli anni settanta il rientro in Italia e un inanellarsi di concerti e dischi con i gruppi a suo nome, l’incontro con l’Opera, da lui rivisitata in due splendidi album e quello con il Pop di Michael Jackson, la sua predisposizione a scoprire giovani talenti: nel corso degli anni Massimo Urbani, Paolo Fresu, Stefano Bollani, Gianluca Petrella, Giovanni Guidi, Francesco Diodati, etc., e le collaborazioni con tanti artisti: Lee Konitz, Richard Galliano, Pat Metheny, John Scofield, Dave Douglas, Geri Allen, Cecil Taylor, Miroslav Vitous, Philip Caterine, Tomasz Stanko, Michel Petrucciani, John Abercrombie, Joe Lovano. Mentre nel cortile di Palazzo Cantelmi, alle 23,30 , Giovanni Guidi, piano solo. Esponente della generazione dei trentenni del jazz italiano, ha vinto il Top Jazz 2007 (il premio della critica indetto dalla rivista Musica Jazz) quale miglior nuovo talento nazionale e nel 2016 il disco Ida Lupino inciso insieme a Gianluca Petrella è stato  eletto miglior disco italiano  Ha realizzato una decina di album a suo nome, favorevolmente accolti da pubblico e stampa specializzata e ha partecipato a numerosi e importanti festival nazionali ed internazionali. E' uno dei musicisti più apprezzati  della sua generazione, sempre alla  ricerca di  soluzioni non banali come improvvisatore, compositore e bandleader.

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