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Il Castello di Vicalvi: origini e il famoso spettro di Alejandra

Come ogni castello che si rispetti anche questo appare avvolto dal mistero delle apparizioni del fantasma di un’antica nobildonna, la bella Alejandra Maddaloni

Vicalvi è un borgo medievale che si trova nella Valle di Comino, versante Laziale del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, lungo la strada statale 627 della Vandra. Attualmente è uno dei centri abitati più piccoli e attivi della Valle di comino in provincia di Frosinone, e presenta varie attrazioni turistiche medioevali tra cui spicca il famoso Castello

La storia del Castello Longobardo

Il castello di Vicalvi, risalente all'XI secolo, si trova su un colle a 590 m s.l.m. tra la Valle del Fibreno e la Val di Comino. Dal basso, guardando verso l'alto, spicca una grossa croce rossa, a testimonianza dell'utilizzazione, come ospedale da campo, durante la seconda guerra mondiale. Benché si presenti come rudere, questo forma con le due cinte murarie poligonali, quasi integre, una vasta area fortificata, che consente di leggerne le varie fasi di costruzione, le funzioni e la strutturazione all'interno di un più ampio sistema difensivo, comprendente anche i vicini manieri di Alvito e Picinisco.

Prima possedimento longobardo, con principi di Capua, nel 1017 entrò nel possesso di Montecassino. I monaci lo tennero fino all'inizio del XIII secolo, quando passò alla famiglia d'Aquino, che ne rafforzò la fortificazione, cingendola di un doppio anello di mura. Dopo una breve successione, nel possedimento, fra gli Étendard e, ancora, i conti d'Aquino, il castello passò ai Cantelmo, i quali però, scegliendo come dimora il castello di Alvito, ne decretarono il repentino abbandono e la più lenta e graduale rovina. I resti consentono di testimoniare le prime fasi di fortificazione all'epoca preromana, in particolare al V o al IV secolo a.C., laddove i primi documenti che attestano la presenza del castello sono del 937. A parte diversi successivi ampliamenti, la prima vera ristrutturazione si collocherebbe nel XIV secolo, durante il possesso degli Étendard, in base all'insieme di elementi strutturali orizzontali e verticali richiamanti lo stile gotico, compresa l'originale copertura a falda unica pendente verso l'interno.

La leggenda di Alejandra

Come in ogni castello che si rispetti anche quello di Vicalvi è avvolto dal mistero e dalla leggenda di Alejandra. Lei, donna bellissima, pare che amasse attirare i suoi spasimanti promettendo loro l’accesso alle sue stanze. Durante la notte, Alejandra riceveva i suoi amanti e poi li uccideva, usando il pugnale o del veleno. Al suo servizio aveva un fedele servitore, forse anch’egli amante innamorato, che l’aiutava a disfarsi dei cadaveri dopo ogni delitto. Pare che per compiacere l’affascinante castellana, lo stesso servitore strangolasse gli uomini. Non furono certo pochi gli amanti della bella Alejandra Maddaloni.  Le notti di delitti andarono avanti per molto tempo, fin quando alcuni resti umani e cadaveri furono rinvenuti dagli abitanti del borgo. Iniziarono così a circolare delle lugubri voci sulla sanguinaria castellana. Il marito tradito fu costretto ad indagare sulla moglie e venne presto a conoscenza dei fatti terribili in cui era coinvolta. Per tenere salvo il suo onore fece rinchiudere la moglie in una delle torri del castello incatenandola e murandola viva. Per Alejandra sopraggiunse un’orribile morte. Si narra che lo stesso marito tradito e rimasto solo dovette convivere con il suo fantasma che pare ancora oggi aleggi tra le mura del castello. Secondo antiche storie si può infatti udire un rumore di catene e forti lamenti e sembra che Alejandra cerchi ancora di attrarre a sé gli uomini di passaggio.  Numerose storie misteriose ancora oggi avvolgono il castello ed altrettanto numerosi sono gli avvistamenti di figure lungo le mura. Alejandra resta ancora una figura indimenticata.

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