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R.N. Frosinone, il pensiero del coach Ceccarelli sulle giovanili

Domenica 28 marzo è cominciato il campionato U18 della Rari Nantes Frosinone.

Domenica 28 marzo è cominciato il campionato U18 della Rari Nantes Frosinone. In acqua c’erano anche due U14, appartenenti al gruppo di lavoro di coach Federico Ceccarelli. Da qualche settimana ventiduenne e ancora giocatore nella nostra prima squadra, Federico da tre anni lavora a stretto contatto con i più giovani in casa gialloblù. Allenamenti, obiettivi futuri, l’inizio ormai prossimo del campionato U14, le migliori esperienze per i ragazzi di Frosinone. Tutto questo nell’intervista qui di seguito.

Coach Ceccarelli: «Fondamentale giocare, i ragazzi migliorano con le esperienze»

Come procede il lavoro con i tuoi ragazzi?

Bene, stiamo lavorando molto bene. Non tanto per l’inizio della prima fase del campionato U14, ma piuttosto per la seconda. I ragazzi sono carichi, ci tengono a fare bella figura anche quando sono convocati con le categorie superiori.

Hai in mano il futuro della Rari Nantes Frosinone, tutti i bambini ai primi passi nella pallanuoto. Ne senti la responsabilità?

Sicuramente è una grande responsabilità. Sono consapevole di avere tra le mani il futuro di giovani giocatori che saranno la colonna portante del nostro club. Ma proprio per questo non sento alcuna pressione e questo è merito della società, dei genitori e dei ragazzi stessi. Tutti loro mi lasciano lavorare con tranquillità e fiducia. I ragazzi poi sono fantastici, danno il massimo ad ogni allenamento e cercando di apprendere il più possibile.

Dopo quasi sette mesi di soli allenamenti, finalmente il 18 aprile inizia il campionato U14. Quali sono le aspettative tue e dei ragazzi?

Lavorando bene, le nostre aspettative sono alte. Vogliamo vincere il girone e andare a confrontarci con le squadre che più ci competono. A inizio anno con Fabrizio (Spinelli, ndr) avevamo pensato di farli giocare in un girone più consono al loro livello. Ma poi, confrontandoci con i genitori e vista la situazione Covid-19, abbiamo optato di giocare il più possibile vicino a Frosinone. Fortunatamente, molti di loro giocheranno in due categorie, alcuni addirittura tre, e potranno fare esperienza.

Alcuni dei nati 2007 e seguenti giocano e giocheranno anche con U16 e U18 nazionali. Quanto è importante per loro poter fare più esperienze possibili?

Assolutamente sì, giocare il più possibile è importantissimo. Farlo con ragazzi più grandi, ancora di più. Da sottolineare, il fatto che giocheranno a 33 metri, con i 30 secondi e con situazioni di superiorità e inferiorità numerica. In poche parole, inizieranno ad assaporare la vera pallanuoto. Durante gli allenamenti stiamo iniziando a provare qualcosa sull’uomo in più e l’uomo in meno, visto che i ragazzi hanno raggiunto un livello tale da poter inserire anche questo fondamentale.

A proposito di esperienze, stai lavorando per portare tanti ragazzi all’RC6 Camp di Lignano Sabbiadoro. Frosinone è sempre più affamata di pallanuoto?

Sì, quando ho ricevuto la chiamata di Roberto (Calcaterra, ndr) sono rimasto sorpreso per l’attenzione che ci ha dedicato. Abbiamo già raggiunto un buon numero di partecipanti, speriamo di portarne il più possibile. Queste esperienze aiutano a crescere, permettendo ai ragazzi di confrontarsi con altre realtà provenienti da tutta Italia. Credo di riuscire anch’io ad andare con loro: per me stesso, lavorare al fianco di tecnici già esperti sarà un’avventura davvero formativa»

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