Per Sora è finito ieri isolamento domiciliare fiduciario

Quattordici giorni sono passati e fortunatamente nessun tipo di sintomatologia si è registrata, e dunque tutte le diciannove persone isolate godono di ottima salute

Terminato ieri l'isolamento domiciliare fiduciario della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora iniziato lo scorso lunedì 9 marzo quando, gli atleti e lo staff tecnico, di rientro dalla trasferta di Piacenza, si videro costretti a osservare quanto imposto dall'ordinanza del Presidente della Regione Lazio e della Usl di competenza. Quattordici giorni sono passati e fortunatamente nessun tipo di sintomatologia si è registrata, e dunque tutte le diciannove persone isolate godono di ottima salute.

Quattordici giorni durante i quali la permanenza domiciliare è stata rispettata con senso civico e compostezza: agli atleti e ai dirigenti è stata monitorata due volte al dì la temperatura corporea; dato un orario stabilito entro il quale dovevano far pervenire le liste della spesa per i beni di prima necessità che la società faceva recapitare a casa; e tenuti quotidianamente in contatto con lo staff medico e tecnico. 

Da oggi però a cambiare non sarà molto date le attuali disposizioni in merito che tutti continueranno a osservare scrupolosamente, ma l'aver superato il periodo critico e l'esserne usciti nel miglior modo possibile, fa sicuramente tirare il fiato. Che non sia stato un periodo semplice per i ragazzi lo si può facilmente immaginare come anche le preoccupazioni del futuro, ma la loro forza è stata quella di trovare sempre una positività per affrontarlo come ci racconta il libero Alessandro Sorgente.

“Oramai è più di un mese che l'Italia sta facendo fronte all'emergenza Coronavirus e nessuno prima avrebbe immaginato la catastrofe che stiamo vivendo.  Con oggi, per tutto il team della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora che ha partecipato all'ultima trasferta di Piacenza del 7-8 marzo, è arrivato a termine l'isolamento fiduciario dopo 14 giorni di permanenza domiciliare dettataci dalla Usl essendo rientrati da una zona rossa. Ora siamo tutti più tranquilli, per il semplice fatto che nessuno fortunatamente è risultato positivo al Covid-19.

È stato un periodo "intenso", vissuto con l'incertezza del divenire della situazione e totalmente impreparati ad affrontarla. I primi giorni, personalmente, sono stati i più difficili, tra l'ansia per la salute e l'impossibilità di distrarsi nemmeno per andare a fare la spesa. Affrontare le giornate senza le normali abitudini mi ha destabilizzato e non poco. Sono un tipo a cui piace vivere la squadra, sia in campo che fuori, e non potendo fare niente di tutto ciò ho avuto qualche difficoltà. 

Siamo davvero fortunati ad avere dalla nostra la tecnologia, ho passato ore a fare videochiamate con amici o anche di gruppo, é lo svago più comune, quello che mi ha aiutato a non sentirmi solo, a confrontarmi, a ridere e scherzare, oltre a tranquillizzarci a vicenda incentivandoci al senso di responsabilità che in questo momento tutti dobbiamo rispettare. Piano piano poi ho acquisito una routine, ho iniziato ad allenarmi per non perdere la condizione fisica arrangiandomi con quello che avevo in casa; a vedere serie tv e film; e a guardare video e partite del mio più grande hobby dopo la pallavolo che é il beachvolley. Ovviamente non è mancato e non mancherà il tempo per studiare e preparare esami futuri, sia per il corso di laurea al quale sono iscritto, Scienze Motorie, sia per il mio desiderio di prendere la patente nautica.

Appuntamento fisso giornaliero è quello con i media per tenermi sempre aggiornato sulla situazione italiana che purtroppo é sempre più buia e incerta, come del resto lo é il nostro campionato. Non so quale decisione si prenderà in merito, a oggi è difficile poter immaginare un proseguo, ci si sta interrogando se ripartire, quando e come farlo. Non é una situazione facile da gestire e sicuramente qualsiasi decisione verrà presa, contrarierà qualcuno. Personalmente credo che purtroppo non ci sono i presupposti per prevedere e quindi per poter ripartire: troppe le cose da affrontare, far fronte e superare, in primis la salvaguardia della salute di tutti che é imprescindibile, poi ci sono i tanti trasferimenti degli atleti stranieri che sono tornati dalle proprie famiglie e chissà se e quando potranno tornare in Italia, e da non sottovalutare anche il fatto che tutti noi atleti dovremmo rifare una seconda ed adeguata preparazione fisica per poter disputare partite. Tutto questo mi rende pessimista su un possibile proseguimento della stagione e credo, forse sarebbe meglio fermarsi, e riprende a fare quello che a tutti piace in tempi migliori.

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In questo momento posso solo sperare di poter giocare assieme a tutti gli italiani, una partita all'unisono, con responsabilità e amore per il prossimo, affinché la pandemia e tutto quello che di brutto e grave ha comportato e comparta, finisca, per tornare a vivere la nostra quotidianità che ci manca tantissimo soprattutto nelle piccole cose che forse, alle volte, abbiamo dato per scontate. Sono sicuro che ne usciremo, più forti e consapevoli del nostro paese e in memoria di chi purtroppo non ce l'ha fatta”.

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