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VIDEO | Sin Sacco, via ai primi storici interventi: "Basta parlare di Valle dei veleni"

A Ceprano la conferenza stampa della Regione Lazio sull'avvio di caratterizzazione e messa in sicurezza del Sito di interesse nazionale, a diciassette anni dalla dichiarazione dello stato di emergenza ambientale

A Ceprano, la più interessata inizialmente, si è tenuta la conferenza stampa della Regione Lazio sulla prima storica messa in sicurezza della Valle del Sacco. Si accompagnerà alla caratterizzazione ambientale, all'analisi dei terreni per comprendere se sono inquinati o meno.

Nella sala consiliare del comune ciociaro, accolta dal sindaco Marco Galli, è intervenuta la Regione Lazio: il presidente vicario Daniele Leodori, l'assessore al ciclo dei rifiuti Massimiliano Valeriani, il commissario della bonifica Lino Bonsignore e il direttore regionale al ramo Andrea Rafanelli. In sala, tra alcuni amministratori e industriali, il consigliere regionale Mauro Buschini. È lui il promotore dell'annuncio pubblico dell'aggiudicazione delle gare per la rimozione dei rifiuti e le analisi dei terreni in otto siti della provincia di Frosinone. 

Si parla di otto ex siti industriali: Vita Mayer, Europress e Olivieri di Ceprano Annunziata e Snia-Bpd di Ceccano, polveriera di Anagni, cartiera di Ferentino, e Ilmes presso Ponti La Selva di Paliano. "Basta parlare di Terra dei veleni", esorta il ciociaro Buschini, coordinatore della maggioranza uscente guidata dall'ormai dimissionario e neo deputato Nicola Zingaretti.

Da parte degli esponenti del Pd la sottolineatura politica è quella sullo stesso commissariamento della bonifica, definito a suo tempo dal centrodestra "un'ammissione di fallimento da parte di Zingaretti". Il commissario Bonsignor, in undici anziché dodici mesi, ha portato a termine la missione: aprire i cantieri prima di perdere il finanziamento di 53 milioni di euro. Oltre il 31 dicembre 2022, scadenza entro cui avviare i cantieri, i fondi sarebbero stati chiesti indietro dall'Unione europea. 

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L'assessore Valeriani: "Bonsignore ha fatto il miracolo"

"Adesso parte una stagione completamente nuova - ha garantito l'assessore regionale al Ciclo dei rifiuti, Massimiliano Valeriani - Le amministrazioni camminano sulle gambe delle persone. A volte riescono a portare a casa gli obiettivi nei tempi definiti, a volte invece è più complicato. Soprattutto quando si parla di operazioni complesse come questa. Stiamo parlando di una complessità che non ha eguali in Italia. Eppure possiamo dire che ce l’abbiamo fatta. Parte da questa operazione la prima grande fase del processo di recupero dei territori".

"Ha poi parlato del protocollo d'intesa siglato dall'ormai Ministero della transizione ecologica e dalla Regione Lazio. "Nel 2019 abbiamo sottoscritto questo accordo da 53 milioni di euro per realizzare una serie di interventi. Da lì poi è iniziata questa corsa, con la necessità di concludere questo impegno dell’aggiudicazione delle gare per la caratterizzazione e la messa in sicurezza entro il termine perentorio del 31 dicembre 2022. Abbiamo corso come pazzi e un certo punto abbiamo avuto anche il coraggio di individuare lo strumento del commissariamento".

"Il dottor Bonsignore è riuscito a compiere questo miracolo. Tutte le risorse a disposizione sono state impegnate. Tutte le gare sono state aggiudicate, quindi oggi non c’è più il dilemma o il sospetto che molte di quelle cose non si faranno. O che le risorse non arriveranno perché torneranno alla comunità europea. Abbiamo anche utilizzato dei meccanismi per l’aggiudicazione delle gare molto audace. Grazie a un accordo quadro, una gara unica per le aggiudicazioni simultanee".

"Ora parte la sfida vera. In un tempo definito, che va dai 24 ai 36 mesi, si debbono definire con assoluta certezza gli elementi inquinanti di questi territori. Dove esistono gli elementi inquinanti e dove non esistono lo debbono certificare, in modo tale che liberiamo alcuni territori da questo vincolo del blocco".

"Prossimamente sarà necessario reperire tutte quelle risorse che saranno certamente necessarie per procedere agli interventi successivi. In ventiquattro o trentasei mesi sapremo ciò che si deve o non si deve fare in quelle aree che sono state ritenute inquinate. Dopo una lunga fase di gestazione, adesso ci sono gli interventi che ci diranno quali sono le cose che dovremo fare ulteriormente per recuperare questo territorio che da molti anni viene congelato, perché oggetto ipotetico di un immenso inquinamento".

"una volta acquisite tutte le informazioni, servirà un collegamento quotidiano e una collaborazione tra le amministrazioni interessate. Soprattutto i Comuni, i presidi più importanti, anche nell’ottica di nuovi eventuali inquinatori. Vada per la segnalazione di nuovi fattori inquinanti e sversamenti, ma non vorrei che la Regione sia scambiata per un autospurgo. Non è nostro ma dei Comuni il compito di impedire che quelle brutte pratiche del passato vengano riprodotte anche oggi. Fondamentale il lavoro di coordinamento e scambio quotidiano di informazioni con la Direzione regionale, che riprende totalmente possesso della vicenda della Valle del Sacco dopo la fase straordinaria svolta dal commissario. 

Il commissario della bonifica: "Bisognava finalizzare"

Il commissario Lino Bonsignore ha ringraziato "l’assessore per le parole di stima, ma ancora di più l’area Bonifiche e Siti Inquinati della Regione Lazio", guidata dal direttore Ciclo rifiuti Andrea Rafanelli. "Aveva già fatto un lavoro importante e ne ha fatto uno importantissimo. Il merito è sicuramente più loro che mio", ha riconosciuto il delegato all'attuazione dell'accordo di programma. 

"Ho trovato una situazione in cui, con questi 53 milioni, non era stato aggiudicato niente a parte Arpa 2 a Colleferro, 150 mila euro di appalti. Non so per quale ragione, ma in realtà gran parte del lavoro era pronto ma bisognava finalizzarlo -  Ci fermiamo al piano di caratterizzazione e messa in sicurezza d’emergenza. Non siamo ancora alla fase della bonifica. Per la bonifica ci vorranno ben altri soldi. Abbiamo sinora lavorato negli uffici, adesso siamo pronti ad andare sul campo. Abbiamo fatto tutto quello che era in back office".

"Altra attività importante è il monitoraggio delle acque in tutti i comuni della Valle del Sacco. Monitoreremo le acque per uso potabile, irriguo e domestico. Si deve capire se si stanno irrigando i campi, in cui coltivo la roba che mangio, con acque inquinate. Probabilmente la situazione sarà migliore di quella che immaginiamo, però dobbiamo saperlo con certezza. Intorno al fiume ci sono una serie di aree agricole che non vengono più coltivate perché si presume che ci sia inquinamento. Allora andiamo a vedere se c’è inquinamento o meno".

Poi il capitolo della sorveglianza sanitaria della popolazione: "Sono state già fatte seicento delle duemila interviste telefoniche, successivamente verranno fatte analisi cliniche per vedere lo stato di salute della popolazione. Tutti i dati raccolti saranno divisi per zona e per Comune, e pubblicati su un sito già pronto, Indaco, fatto dal Dipartimento epidemiologico regionale. Si fa in modo che ognuno possa avere coscienza dello stato di salute e anche paragonare quelli dei vari Comuni, più o meno vicini al fiume".

"Qui non siamo partiti - ha ammesso in conclusione - Siamo pronti per chiudere il cerchio, ma c’è un’unica cosa a cui non siamo ancora arrivati perché è complicata. Si possono trovare sostanze che superano i valori previsti dalla norma. Però è possibile che questi valori siano naturali e non dipendenti dall’inquinamento. Si indagherà sui cosiddetti valori di fondo del suolo. Stiamo parlando di prospezioni al di fuori dell’area del Sito di interesse nazionale. Vediamo quali sono i valori naturali".

Buschini: "Basta parlare di Valle dei Veleni"

Per il consigliere regionale Mauro Buschini, a margine della conferenza stampa, è tempo di parlare di bonifica: "Basta parlare di Valle dei veleni. Sono passati diciassette anni da quelle immagini degli animali morti lungo il fiume. Quando tutti scoprimmo cosa fosse il betaesaclorocicloesano, l’emergenza della Valle del Sacco è stata all’attenzione di tutti.  Popolazioni, associazioni e istituzione".

"Però è innegabile che è l’amministrazione Zingaretti quella che più di altre ha voluto mettere in campo azioni concrete sulla Valle del Sacco e la sua bonifica. In questi dieci anni ha trovato le risorse e portato avanti tutta la parte burocratica. Ha premuto affinché si utilizzasse le risorse stanziate e oggi siamo arrivati a questo traguardo, quello di poter dire che stiamo consegnando i cantieri per i primi siti. La caratterizzazione non è qualcosa di aleatorio, ma è la prima fase fondamentale per poter andare avanti con la bonifica. Tra qualche mese sapremo con esattezza cosa c’è e quali tipologie di bonifica bisogna fare, come procedere con la messa in sicurezza. La macchina finalmente, dopo tanto tempo, è partita".

Il sindaco di Ceprano Marco Galli ha dato onore al merito della Regione Lazio: In questi anni hanno seguito questa lunga partita, molto sentita dai cittadini. La Valle del Sacco ha pagato pesantemente l’inquinamento prodotto dall’attività industriale o altre situazioni particolari nel corso degli anni. Spero che quella di oggi possa rappresentare davvero la svolta in concreto che porti alla bonifica dei siti inquinati".

"Ceprano ha tre siti che rappresentano davvero un pericolo. Una volta uno fu addirittura definito “l’emergenze delle emergenze”, l’ex Olivieri, dove non si sa bene cosa ci sia interrato. Non sono mancati casi di leucemia e cancro in quella zona. Negli anni si è creata una situazione insostenibile. Molti cittadini hanno fatto quasi una battaglia per la loro salute. Attraverso le associazioni e tutti coloro che si sono affiancati alle istituzioni per arrivare a questo risultato. Vediamo la luce in fondo al tunnel".  

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