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Roma-Cassino, l’odissea dei pendolari continua.

I  pendolari della Roma- Cassino chiedono che si apra un’inchiesta su una gestione così carente del servizio pubblico.

La vaporiera

I pendolari della Roma- Cassino chiedono che si apra un’inchiesta su una gestione così carente del servizio pubblico.

Ormai prendere i mezzi pubblici significa imbarcarsi in un’avventura senza fine. Non c’è giorno che nell’ambito del trasporto Regionale Laziale non avvengano situazioni incresciose con cause ed effetti sommamente deleteri. Ne riportiamo qui di seguito alcuni episodi eclatanti:

Mercoledì 27 Gennaio 2016: in seguito all’incidente verificatosi all’alba vicino a Ciampino, con una persona investita e uccisa da un convoglio, ci sono stati ritardi tra i 60 e i 120 minuti sull’intera tratta tra Roma e Cassino.

Giovedì 28 Gennaio 2016: Questa volta a mandare in tilt la circolazione ferroviaria è stato un guasto sulla rete elettrica tra Valmontone e Zagarolo, in direzione Roma, con forti ripercussioni sui collegamenti tra la capitale, l’hinterland romano e la Ciociaria in entrambe le direzioni. I treni sono rimasti fermi dalle ore 11 e si sono accumulati notevoli ritardi.

Martedì 5 Aprile 2016: un treno in direzione alla Capitale, tra la stazione di Colle Mattia e Ciampino, ha investito alle ore 23 una piattina utilizzata dagli operai per trasportare il materiale tecnico. Gli operai hanno fatto in tempo per pochi istanti a gettarsi a terra ed a salvarsi la vita ma nonostante la brusca frenata, anche con il freno di emergenza, il macchinista non è riuscito ad evitare lo scontro con la piattina.

Venerdì 22 Aprile 2016: I pendolari hanno lamentato problemi per alcuni treni Vivalto stracolmi.

Sabato 23 Aprile 2016: treni soppressi e altri partiti in forte ritardo. A provocare la nuova odissea per centinaia di utenti della Ciociaria è stato un guasto alla linea elettrica avvenuto all’altezza di Colleferro, in provincia di Roma. L’interruzione dei collegamenti con la capitale è avvenuta poco dopo le 6.30 e sulla strada ferrata pesanti sono state le ripercussioni: diversi i treni soppressi, altri partiti con notevole ritardo. Caos e polemiche.

Mercoledì 27 Aprile 2016 ore 6,00: ennesimo ritardo dei treni per un problema alla linea elettrica a Colleferro che avrebbe generato i disagi ai treni del mattino con ritardi di mezz’ora.

Ormai prendere i treni significa imbarcarsi in un’avventura senza fine. L’ordine del giorno è sempre lo stesso: ritardi e soppressioni. Le conseguenze di questa situazione paradossale gravano pesantemente sulle spalle delle migliaia e migliaia di lavoratori che quotidianamente si servono dei treni per raggiungere il posto di lavoro e per ritornare al luogo di residenza.

Già taglieggiati da un super lavoro giornaliero di quattro ore al giorno (Roma-Cassino) per coprire in andata e ritorno una distanza di appena 138 chilometri, i pendolari sono angariati da una situazione ferroviaria nella quale l’imprevisto è sinonimo di normalità.

Queste continue disfunzioni, questi quotidiani ritardi, questa assenza di informazioni ai viaggiatori, costituiscono un attentato ai diritti costituzionalmente garantiti, sono lesivi della dignità dei cittadini utenti, provocando danni, oltre che economicamente rilevanti, fisici e psichici, con il sottoporre ad un logorio, al limite della tollerabilità, quanti, per necessità di lavoro, sono utenti abituali del servizio ferroviario.

I pendolari confidano ancora una volta con l’Assessore ai Trasporti Regionali, Civita, sperando che almeno Lui dia una sterzata positiva all’intero trasporto Regionale.

Gli obiettivi dovranno essere valutati dal “cliente”, e che dovranno essere assunti dalla Direzione Regionale Lazio con la Carta dei Servizi che è stata elaborata dalla Regione da Trenitalia e dai Comitati Pendolari.

Giorgio Alessandro Pacetti

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ex Presidente della Consulta dei Comitati Pendolari del Lazio.

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