Giovedì, 21 Ottobre 2021
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Lazio, lsu la senatrice Spilabotte presentera’ un'interrogazione parlamentare al Ministro del lavoro

La senatrice Maria Spilabotte ha raccolto prontamente l’appello lanciato dal Presidente Uncem del Lazio Dino Giovannone circa la questione degli Lsu ed ha depositato una interrogazione in merito presso gli uffici del legislativo del Senato.

La senatrice Maria Spilabotte ha raccolto prontamente l'appello lanciato dal Presidente Uncem del Lazio Dino Giovannone circa la questione degli Lsu ed ha depositato una interrogazione in merito presso gli uffici del legislativo del Senato.

Appena pronta la Senatrice la sottoporrà all'attenzione di tutti i parlamentari del Lazio che la vorranno sottoscrivere.

Spiega la Senatrice Spilabotte: "Presenterò una interrogazione al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per chiedere un immediato intervento dello Stato per svuotare definitivamente il bacino e consentire una stabilizzazione definitiva di questi lavoratori che per molti anni hanno sopperito a mancanze di personale in tante amministrazioni pubbliche. L'obiettivo del Governo deve essere quello di completare la risoluzione della vicenda oggi solo parzialmente risolta dalla convenzione regionale".

PER I FIGLI DIRITTO ANCHE SOLO A COGNOME DELLA MADRE, LA SENATRICE SPILABOTTE SOTTOSCRIVE UNA PETIZIONE PER ODG

La Senatrice Maria Spilabotte ha sottoscritto la petizione sulla legge sul cognome materno inviata alla Presidente della Camera Laura Boldrini tramite il sito Change.org in modo che tale tema sia messo immediatamente all'ordine del giorno in Parlamento. Spiega la Senatrice Maria Spilabotte: "Ancora una volta il Parlamento è in ritardo e quindi siamo costretti a rincorrere le sentenze, tra l'altro con una condanna esplicita per l'Italia dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo sul fatto che nella nostra nazione non c'è la libertà di scegliere il cognome materno. Tale risultato non è stato dovuto, purtroppo, ad una battaglia politica ma ad una coraggiosa battaglia giuridica cominciata nel lontano 2006 da una coppia italiana. La sentenza avrà valore definitivo fra tre mesi: sarebbe bello che il Parlamento, e la politica, recuperasse il tempo perduto su questa tematica legiferando in materia ed adottando quelle riforme che Strasburgo chiede. Il cognome maschile è uno degli ultimi baluardi di una società patriarcale che ormai non ha più senso".

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