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Piglio, Nella sala consiliare è stato presentato il libro del dott. Antonio Fargnoli.

Durante i festeggiamenti della Sagra dell’Uva, inseriti “nell’E…state a Piglio 2016”, dall’Assessorato alla cultura e al turismo del Comune di Piglio,dalla Regione Lazio, dalla Camera di Commercio di Frosinone, dalla strada del vino Cesanese e...

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Durante i festeggiamenti della Sagra dell’Uva, inseriti “nell’E…state a Piglio 2016”, dall’Assessorato alla cultura e al turismo del Comune di Piglio,dalla Regione Lazio, dalla Camera di Commercio di Frosinone, dalla strada del vino Cesanese e dalla SAI, oltre a tanta musica e a tante degustazioni di prodotti tipici, accompagnati dall’ottimo vino Cesanese del Piglio, c’è stata anche, nella Sala Consiliare del Comune di Piglio, davanti ad una platea attenta, la presentazione

del libro del dott. Antonio Fargnoli dal titolo “Tre famiglie di Subiaco, Antonucci Lucidi, Tummolini e Giammei”, la storia di un Brigante, Il Rapimento”.

L’autore, grazie ai racconti della mamma Si.gra Augusta Giammei, è riuscito a raccontare le interessanti vicende e gli avvenimenti accaduti nel corso degli anni, presentando un episodio molto grave di questa famiglia: nel 1867 un componente della famiglia fu rapito dai briganti che ancora in quel periodo infestavano le terre di confine tra Lazio, Abruzzo e Campania.

Nella prima parte l’autore parla della famiglia Giammei di Subiaco che riguarda anche con le famiglie strettamente imparentate e precisamente con la famiglia dei Tummolini e della Sig.ra Adele Antonucci Lucidi nonna della Sig.ra Augusta e nonna anche dei fratelli Raoul ed Ernesto Felli di Piglio.

Nella seconda parte si parla di un fantomatico capo brigante la cui vicenda umana si svolge tra la fine del settecento ed il 1830 circa. Da questo avvenimento l’autore ha tratto lo spunto per le due successive parti che si sono aggiunte alla prima e che nel loro insieme hanno dato vita al libro.

Nella terza parte l’autore ha voluto riportare la storia del rapimento da parte dei briganti di Nazzareno Giammei, fratello di Giovanni e a sua volta nonno della Sig.ra Augusta madre di Antonio Fargnoli. Il rapimento avvenuto il 7 Ottobre 1867 è stato raccontato alla Sig.ra Augusta dal suo prozio Nazareno quando lei aveva nove anni, ed alla morte del nonno Giovanni avvenuta nel 1923 quando aveva dieci anni e dalla nonna Giacinta avvenuta nel 1933 quando aveva 20 anni, per cui la madre dell’autore aveva appreso dai diretti interessati come si erano effettivamente svolti gli avvenimenti di allora. Interessante poi è il racconto sul brigantaggio, memoria di tante vicende drammatiche e dolorose partendo dall’VIII sec quando si assiste ad una ripresa soprattutto grazie al potere che la Chiesa acquistò, fino a quando all’inizio del Medioevo la Ciociaria, attraversata dal confine tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli, rimarrà da questo divisa e quasi per 1000 anni tale confine resterà quasi invariato. Con la conquista napoleonica e poi ancora nel 1861, con l’annessione al nuovo Regno d’Italia, nasce in Ciociaria il fenomeno del brigantaggio, un mondo fatto di violenza, coraggio, viltà, lealtà, tradimento, avidità, corruzione, egoismo e solidarietà. Per saperne di più occorre leggere attentamente il libro.

PIGLIO, LA COMUNITÀ FRANCESCANA HA FESTEGGIATO SAN FRANCESCO

Le celebrazioni dedicate a San Francesco hanno avuto luogo nella chiesa di San Lorenzo con un triduo nei giorni 1-2 ore 16,00 con la recita del Santo Rosario e con una Santa Messa, officiata da P. Angelo Di Giorgio e dal diacono frate Lazzaro e il 3 Ottobre alle ore 16,00 dopo la recita del Santo Rosario si è solennemente ricordato il Transito di San Francesco.

il sacro convento di san Lorenzo(1)

I solenni festeggiamenti religiosi si sono conclusi Martedì 4 Ottobre alle ore 16,00 con la recita dei vespri e con la celebrazione della Santa Messa. Al termine della celebrazione, alla presenza del sindaco avv. Mario Felli, è stato messo a dimora un alberello di ulivo, offerto dal Comune di Piglio, lungo il viale del Sacro Cuore dove è sepolto P. Quirico Pignalberi che, come San Francesco, fu uomo di pace così come il nostro Venerabile fu “Messaggero di riconciliazione” nella cittadina di Trevi nel Lazio 71 anni fa e precisamente nell’anno 1945.

E’ seguita un’agape fraterna con le sorelle della fraternità O.F.S. “Beato Andrea Conti di Piglio”

Il convento, per chi non lo sapesse, secondo le tradizioni e le cronache dell’epoca risulta fondato dallo stesso San Francesco, mentre l’attuale chiesa ellittica annessa al convento venne edificata sulle fondazioni di un’altra chiesa a forma rettangolare.

Il cenobio di San Lorenzo affonda le sue radici nel XIII secolo. Le prime citazioni di Piglio in un contesto di storia serafica, ci vengono dalle illustri penne di Tommaso da Celano e di Bonaventura da Bagnoregio.

Il passaggio di San Francesco a Piglio, non passò inosservato alla comunità pigliese che volle dare trenta quattro anni fa una dimostrazione concreta di fede durante i festeggiamenti in onore del Beato Andrea Conti del 1982, installando una croce lungo la strada che conduce al convento di San Lorenzo.

La croce venne benedetta nella chiesa Santa Maria Assunta, dal padre Bonaventura De Angelis e portata in processione dai componenti delle confraternite della Madonna delle Rose e dell’Oratorio durante il corteo cittadino che si mosse dalla Collegiata fino al convento francescano di San Lorenzo.

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Giorgio Alessandro Pacetti

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