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Regione, rete ospedaliera la replica di Zingaretti: i risultati positivi sono frutto dello sforzo di tutti

Al termine del dibattito in Consiglio regionale sul decreto 368, che riorganizza la rete ospedaliera del Lazio, il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, ha preso la parola per una replica ai 20 interventi che si sono succeduti a partire...

Al termine del dibattito in Consiglio regionale sul decreto 368, che riorganizza la rete ospedaliera del Lazio, il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, ha preso la parola per una replica ai 20 interventi che si sono succeduti a partire dalla seduta di lunedì scorso.

"Una interlocuzione, che non finisce certo qui, più che una semplice replica", ha puntualizzato subito Zingaretti. "Sui giornali, come è giusto che sia, finiscono soprattutto scandali e casi di malasanità, sui quali andremo fino in fondo, ma non bisogna mai perdere di vista - ha dichiarato - l'unicità del sistema Lazio: un sistema stremato da una continua lotta per ridurre il disavanzo, portato da 2 miliardi a 200 milioni di euro. E questo continuando ad assicurare ogni anno 26 milioni di prestazioni specialistiche, un milione di interventi, due milioni di accessi ai Pronto soccorso, a fronte di un personale che non viene adeguatamente rimpiazzato per via del blocco del turnover o che non riesce ad essere stabilizzato dopo lunghi periodi di precariato".

"Eppure - ha aggiunto Zingaretti - la sanità laziale resta un polmone produttivo del Paese, una immensa macchina al servizio del rispetto della Costituzione. Attraverso i numerosi decreti emessi ho voluto assumermi la responsabilità in prima persona dell'inversione di rotta rispetto ad un passato contraddistinto dall'assenza di regole, di procedure uniformi, di vera programmazione sociosanitaria, di pagamenti in ritardo ai fornitori, di accreditamenti ai privati lasciati in sospeso. Tutto questo - ha proseguito - per uscire presto dal commissariamento, ma non certo per tornare a sfasciare la sanità del Lazio; piuttosto per dimostrare che la politica è in grado di risanare e ricostruire un modello fondato sull'innovazione, che tenga i conti a posto senza tagliare servizi e lasciare morire gente per strada".

Zingaretti ha poi accennato agli investimenti in atto in tema di edilizia sanitaria e dotazione strumentale di ultima generazione ad Asl e ospedali. "E non bisogna banalizzare il ruolo delle Case della Salute - ha ammonito - A Sezze, coinvolgendo 18 medici di medicina generale, stiamo assicurando un percorso di cura extra-ospedaliero a tremila pazienti diabetici. A Cassino-Pontecorvo, 11 medici da mattina e sera sono lì a disposizione, insieme agli infermieri, protagonisti tra l'altro della gestione di interi reparti in tutta la regione".

"Questi risultati positivi sono patrimonio di tutti, perché non sono frutto di un'azione di parte", ha concluso Zingaretti.

APPROVATA RISOLUZIONE A FAVORE DI SIMEONE E CENSURA AL DIRETTORE GENERALE ASL DI LATINA MICHELE CAPOGROSSI

risoluzione approvata oggi in consiglio regionale nella quale si impegna il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, "a censurare il comportamento del Direttore generale della Asl di Latina, Michele Caporossi, che con le dichiarazioni irrispettose del ruolo di Consigliere regionale ha contestato il legittimo diritto di critica all'atto aziendale della Asl pontina.

SIMEONE (FI): "L'ATTO AZIENDALE DELLA ASL DOVRA' ESSERE ILLUSTRATO IN REGIONE PRIMA DELL'ATTUAZIONE"

L'atto aziendale della Asl di Latina non è un documento che può essere redatto nelle segrete stanze del direttore generale senza alcuna condivisione, senza alcun confronto, senza recepire le istanze del territorio su cui andrà ad incidere. Per questa ragione oggi il consiglio regionale, nel corso della discussione sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, ha approvato la nostra risoluzione nella quale si impegna il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, "a prevedere che gli atti aziendali, prima della loro attuazione, siano illustrati presso la commissione consiliare competente in materia di politiche sociali e salute". E' fondamentale che decisioni che andranno ad incidere profondamente nella vita dei nostri cittadini non siano calate dall'alto come accaduto per l'atto aziendale che riguarda la provincia di Latina. E' importante che l'atto aziendale recepisca le esigenze dei singoli territori in un'ottica di valorizzazione e potenziamento e non, come accaduto, impoverendo l'offerta sia sul piano della qualità che della quantità. Nella stessa risoluzione inoltre è stato inserito, tra gli altri, l'impegno nei confronti del presidente Zingaretti ad aprire seriamente un tavolo di lavoro con il Ministero affinchè possa essere adottato ogni atto utile volto al superamento del blocco del turn over del sistema sanitario regionale, con conseguente avvio di un processo di stabilizzazione del personale precario. Perché parlare di aumento di posti letto senza adeguare la pianta organica di medici, tecnici ed infermieri che oggi a stento e con grandi sacrifici riescono a dare la giusta assistenza ai pazienti, è semplicemente impensabile. La sanità e la sua organizzazione non sono un esercizio di stile ma devono essere il frutto di azioni condivise che garantiscano il rispetto del diritto alla cura dei cittadini attraverso servizi e assistenza di qualità".

SANITA', FAZZONE (FI): "L'ATTO AZIENDALE DELLA ASL DI LATINA E' UNA VERGOGNA O SI CAMBIA O SCATENEREMO L'INFERNO"

"L'atto aziendale a firma del direttore generale Caporossi è l'esatto contrario di quanto la sanità nella provincia di Latina richiede. Ci sono tante parole, molte pagine, una miriade di sigle. Ma manca il contenuto. Lo stesso che quando parliamo di sanità si traduce in una assistenza capillare, distribuita su tutto il territorio in modo omogeneo, in servizi che aumentano in qualità e quantità. E di tutto questo non c'è traccia. Troviamo l'aumento dei posti letto, peccato che siano concentrati solo sul Santa Maria Goretti di latina a discapito degli altri presidi ospedalieri. Troviamo strutture inadeguate e, come sottolinea lo stesso Caporossi, che richiederanno tempo e risorse per essere all'altezza di un Dea di II e di I livello. Troviamo tecnologie obsolete e lo smembramento, incomprensibile di alcuni reparti e servizi. E' il caso di cardiologia che viene divisa dall'emodinamica andando a penalizzare la rete pontina per l'infarto che è un fiore all'occhiello della sanità non solo nella provincia di Latina ma nel Lazio e nel resto d'Italia. Gli ospedali di Formia, Fondi e Terracina grazie a questo atto vengono privati di autonomia. Alcune Uoc del Presidio Sud come Cardiologia e Anestesia e Rianimazione, sono soppresse. Oncologia a Terracina è stata cancellata con un colpo di spugna. Per il San Giovanni di Dio di Fondi i reparti di neonatologia, pediatria ed ostetricia sono solo nomi sulla carta visto che sono servizi per i quali non è stata fornita alcuna garanzia nelle strutture di supporto come la chirurgia d'urgenza, per non parlare del pronto soccorso che è stato depotenziato. E sono solo alcuni esempi di una serie di vergognose scelte che non solo penalizzano ma impoveriscono la nostra provincia e deludono le aspettative dei cittadini che non possono essere curati con qualche scritta sui cartelloni che indicano Dea di II e I livello che in realtà non esistono, ma hanno bisogno di cure, di reparti, di efficienza. Caporossi è bravo a parlare di efficienza solo per negarla con questo documento. Credo che il direttore generale della Asl piuttosto che piccarsi di fronte a critiche oggettive e legittime avrebbe fatto meglio a mettere a punto l'atto aziendale confrontandosi, accogliendo le istanze dei cittadini, tutelando le eccellenze e non cancellandole, dando ai sindaci più di 72 ore per analizzare un atto che era e resta scellerato. Caporossi che cosi come è bravo a prendere lo stipendio dovrebbe essere altrettanto bravo da far comprendere gli obbrobri che ha scritto aprendo un confronto democratico con la cittadinanza nella consapevolezza che criticare non è lesa maestà ma è sacrosanto diritto. Su questo saremo intransigenti. O si scambia o scateneremo l'inferno".

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