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Chiostro di s Agostino in Veroli (2)

Chiostro di s Agostino in Veroli (2)

Veroli, Alì Assaf ospite d’onore alla conferenza stampa di Dodici Contemporaneamente

Nato nel 1950 a Bassora (Iraq), Alì Assaf si è diplomato nel 1973 all’Istituto di Belle Arti di Baghdad (Iraq) e nel 1977 si è diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Attualmente vive e lavora a Roma. Dal 1970 ad oggi ha realizzato...

Nato nel 1950 a Bassora (Iraq), Alì Assaf si è diplomato nel 1973 all'Istituto di Belle Arti di Baghdad (Iraq) e nel 1977 si è diplomato presso l'Accademia di Belle Arti di Roma. Attualmente vive e lavora a Roma. Dal 1970 ad oggi ha realizzato mostre personali in Iraq, Italia, Belgio, Olanda, Svizzera ed Egitto e ha partecipato a numerose esposizioni collettive ed eventi culturali organizzate da diversi curatori d'arte contemporanea in gallerie private, musei e spazi alternativi di varie città italiane, europee e arabe.

E' stato attivo come co-organizzatore per diversi eventi artistici e culturali internazionali incentrati su alcune problematiche sociali contemporanee come l'immigrazione, l'identità, l'esilio e il ruolo nell'artista nel contesto multiculturale. Nelle sue opere affronta i fenomeni sociali attraverso la fotografia, l'installazione, la performance, il video e la pittura. Le sue opere si trovano in varie collezioni private e pubbliche nel mondo. Ha ricevuto premi e targhe d'onore in alcune esposizioni d'arte in Italia.

«Nell'arte ho cercato sempre di essere me stesso - spiega l'artista - nonostante fossi portatore di un compito molto difficile, quello di esprimere due culture e due identità: quella mediorientale (la mia identità originaria) e quella occidentale (la mia identità acquisita). Ho cercato di mantenere un equilibrio evitando di cadere nell'una o nell'altra dimensione, evitando di essere esotico per gli occidentali pur mantenendo un'estraneità ai codici che non mi appartengono. Per me, l'artista, prima di essere artista è un uomo che vive la vita e la società che lo circonda, non viene niente dal nulla. Il mio inconscio si è nutrito della bellezza creata dall'uomo e dalla natura: le civiltà del passato e del presente, la cultura e le arti... ma al contempo è stato nutrito anche da un altro tipo di uomo, che ha prodotto guerra, esilio, censura, distruzione dell'ambiente e razzismo».

«Tutto questo è diventato il bagaglio della mia produzione artistica e la base per progettare opere che, di volta in volta, hanno trovato una loro specifica forma di espressione: installation, photography, time based media, painting and performance. Senza mai anteporre il linguaggio al contenuto, sin dai miei esordi negli anni '70 ho cercato di esprimere le idee ricercando linguaggi originali, nella speranza di raggiungere il più vasto pubblico possibile».

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