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Colleferro, una stele in ricordo di 28 magistrati uccisi fino al 2015

Inaugurata a Colle Elefante alla presenza del sindaco Sanna, del dottor Travaglini e dell'ex presidente della Corte d'Appello di Roma Massimo Gallo e del giudice Stefano Amore

Antonino Giannola, Agostino Pianta, Pietro Scaglione, Francesco Ferlaino, Francesco Coco, Vittorio Occorsio, Riccardo Palma, Girolamo tartaglione, Fedele Callosa, Emilio Alessandrini, Cesare Terranova, Nicola Giacumbi, Girolamo Minervini, Guido Galli, Mario Amnato, gaetano Costa, Giangiacomo Ciaccio Montalto, Bruno Caccia, Rocco Chinnici, Alberto Giacomelli, Antonino Saetta, Rosario Angelo Livatino, Antonino Scopelliti, Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino, Luigi Daga, Fernando Ciampi.

Sono questi i 28 nomi dei magistrati incisi sulla nuova stele inaugurata ieri a Colleferro in via Colle dell’Elefante, in uno dei quartieri più moderni della città a sud di Roma. 28 persone uccise fra il 1960 e il 2015 in Italia per la loro professione e perché spesso erano un simbolo da colpire, un nemico da distruggere in nome di presunti ideali. 

Nonostante le evidenze, molti di questi uomini e donne sono stati, prima e dopo la loro morte, considerati alla stregua di “carrieristi”, vilipesi, accusati di aver voluto solo realizzare le loro umane aspirazioni.

La città di Colleferro ieri per iniziativa del Sindaco Pierluigi Sanna e del magistrato Stefano Amore, coautore del libro “Ritratti del coraggio”, li ha voluti celebrare per far conoscere, soprattutto ai più giovani, i nomi e la storia degli uomini e delle donne che hanno sacrificato la loro vita per dare un futuro al nostro paese.

Alla cerimonia di inaugurazione, che ha visto anche la piantumazione di 24 nuovi alberi nel nuovo “Giardino della memoria e della Giustizia”, sono intervenuti anche il dottor Giuseppe Travaglini, sostituto procurate di Velletri, il magistrato Massimo Gallo, già presidente della Corte d’appello di Roma e il presidente del Tribunale di Velletri Mauro Lambertucci. Presenti anche le autorità istituzionali locali, tra cui anche il consigliere regionale Eleonora Mattia.

Ad aprire gli interventi, dopo la benedizione di Don Franco Fagiolo, il sindaco di Colleferro che ha presentato il nuovo giardino “come un segnale di rinascita, non solo per questa nuova comunità residenziale, ma anche per tutto il comprensorio, simbolo di memoria e di educazione per le nuove generazioni”.

Travaglini, Gallo e Lambertucci hanno portato ciascuno la sua esperienza negli anni delle stragi, rimarcando il ruolo delle scuole e della comunità nel combattere i fenomeni mafiosi.

Ai giovani si è rivolto infine anche il dottor Stefano Amore, che ha chiuso gli interventi con una riflessione sulla “ricerca della verità, quella che ha portato questi uomini e donne alla morte. Abbiamo paura della verità, ma ricordiamoci che le opinioni non portano nulla di oggettivo. La verità invece è un’esperienza estrema, perché può condurre alla morte.“

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