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Colleferro, denunciati i consiglieri per la protesta sul tetto del comune

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: La nostra è stata un'iniziativa provocatoria, ma assolutamente pacifica, per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e di tutte le Istituzioni sul dramma ambientale che la nostra città è costretta a vivere e in...

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: La nostra è stata un'iniziativa provocatoria, ma assolutamente pacifica, per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e di tutte le Istituzioni sul dramma ambientale che la nostra città è costretta a vivere e in particolare sulle scelte dell'amministrazione comunale di sostituire, all'economia industriale, quella dell'immondizia.

Siamo saliti sul tetto del Comune, che è la casa di tutti i cittadini e dove noi espletiamo la nostra funzione di amministratori, per essere stati eletti democraticamente dai cittadini, passando dalla scala retrostante l'edificio, aperta al pubblico transito, ed abbiamo, da lì, calato sulla facciata dell'edifico, lo striscione “Basta Monnezza”. Siamo discesi subito dopo, una volta raggiunto il nostro obiettivo.

Le forze dell'ordine ci hanno quindi invitato a recarci presso il Commissariato di Colleferro. Pensavamo inizialmente per essere soltanto identificati, invece, dopo avere visto entrare negli uffici della Polizia, il Sindaco, diversi Vigili Urbani, addirittura un Capitano dei Carabinieri e molti altri Ufficiali di polizia giudiziaria, ci hanno fatto accomodare nella sala d'ingresso per oltre due ore, in attesa del consulto tra tutti questi soggetti. Dobbiamo però dire che il comportamento delle forze dell'ordine, al di là della concitazione del primo momento, è stato comunque formalmente sempre rispettoso della nostra funzione istituzionale di rappresentanti dei cittadini.

Tra la nostra incredulità ci hanno però notificato l'elezione di domicilio, ove ricevere le notifiche del procedimento penale a nostro carico, poiché siamo ora indagati per questi fatti, nonostante non abbiamo fatto nulla di male.

Ipotizziamo che sia stato il Sindaco a presentare una querela per la nostra iniziativa politica. Se cosi fosse, lui dimostrebbe di aver dimenticato il suo passato da sindacalista e di essere divenuto ora un “Sindaco Sceriffo” a difesa degli interessi dell'immondizia.

Ovviamente, noi non ci faremo intimorire ed anzi proseguiremo con maggior forza e determinazione le nostre battaglie democratiche, convinti di tutelare la salute di tutti e, sopratutto, dei nostri figli.

Nella nostra città l'aria è irrespirabile per gli agenti inquinanti. Nel sangue della popolazione di Colleferro, diversi studi scientifici, hanno rinvenuto diossina e pesticidi. Alcuni pozzi che alimentavano l'acquedotto comunale sono stati chiusi per la presenza di sostanze chimiche tossiche. Troppe sono le morti per tumore tra la popolazione. Da ultimo si è anche propagato un incendio nella mega discarica di Colle Fagiolara ed un altro ad un nastro trasportatore degli inceneritori.

I cittadini sono ormai stufi di questa situazione. Nel pomeriggio di sabato, in appena quattro ore, le associazioni ambientaliste e civiche, alla nostra presenzai- hanno raccolto oltre 700 firme di cittadini che, indipendentiste dal colore politico, si sono messi in fila davanti ai gazebo di largo San Francesco per chiedere un referendum cittadino contro l'impianto di Tmb che costerà circa 10/15 milioni di euro e è che finalizzato a produrre, dall'immondizia, combustibile per gli inceneritori.

Invitiamo ora tutta la città alla mobilitazione democratica per fermare gli appetiti dell'economia dell'immondizia, iniziando con il partecipare al prossimo consiglio comunale fissato per sabato 26 luglio alle 9,30, nel quale si voterà la nostra richiesta di referendum.

Un ringraziamento infine a tutti quei cittadini che nell'occasione ci hanno mostrato la loro vicinanza ed anche affetto per quanto ci è accaduto ingiustamente.

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La nota del Consigliere IDV Emanuele Girolami sul proprio profilo facebook

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