Impianto tratta-rifiuti a Patrica: la Regione si esprimerà il 10 giugno, poi spazio ai pareri dei Comuni

In attesa della Conferenza dei servizi, la politica procede col suo 'gioco delle parti' rispetto al potenziale insediamento industriale su oltre 12.000 mq assegnati da quasi due anni dall'Asi di Frosinone. Ecco tutto quello che c'è da sapere a riguardo

L'area, in località Cese (Patrica), destinata alla realizzazione dell'impianto di trattamento di rifiuti liquidi e solidi pericolosi e non

Il prossimo 10 giugno si terrà una riunione tecnica in cui la Direzione regionale “Politiche ambientali e ciclo dei rifiuti”, assieme alle altre aree competenti (“Pianificazione territoriale, paesistica e urbanistica”, “Tutela del territorio - Servizio geologico” e Dipartimento di Epidemiologia), esprimerà un parere unico sul progetto di realizzazione di un impianto privato di trattamento di rifiuti liquidi a Patrica, in località Cese. Un progetto, quello ormai al centro di un infuocato dibattito politico, che dovrebbe concretizzarsi in una vasta area incastonata tra la linea ferroviaria Tav e il fiume Sacco, nella zona industriale di Frosinone.

A tal proposito, in vista dell’apposita convenzione, è dal 12 luglio 2018 che il Consorzio Asi ha proceduto alla temporanea assegnazione del terreno all’impresa richiedente per tale destinazione d’uso. Una volta registrato il parere regionale a riguardo, in ogni caso, la Direttrice regionale Flaminia Tosini convocherà poi la prima seduta della Conferenza dei servizi – saltata lo scorso 12 marzo per via dell’emergenza Coronavirus e tesa alla Valutazione di impatto ambientale (Via) – a cui saranno invitate la società proponente e, per avanzare posizioni e proposte integrative, anche tutte le amministrazioni interessate. 

Oltre alla Provincia e a Patrica, si parla dei i Comuni limitrofi di Frosinone, Ceccano, Ferentino, Supino e Morolo, nonché di Ministero dell’Ambiente, Soprintendenza “Archeologia, belle arti e paesaggio”, Arpa Lazio, Asl, Autorità di bacino distrettuale, Consorzio Asi, Rete Ferroviaria Italiana Spa e Terna-Rete Elettrica Nazionale. Infine, in caso di provvedimento autorizzativo unico da parte della Regione Lazio, l’impresa dovrà ottenere l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) e il permesso per costruire. Nel frattempo, la politica procede con il suo “gioco delle parti”, a ridosso di un fronte del “no” che potrebbe essere ma non è (ovviamente) unitario. La questione, viste le interrogazioni presentate dal Movimento 5 Stelle e da Fratelli d'Italia, approderà altresì in Consiglio regionale non appena si concluderanno le sedute dedicate all'emergenza Coronavirus.   

La politica e il suo “gioco delle parti”

Mercoledì 13 maggio, innanzitutto, si è svolto il confronto in videoconferenza con i vertici regionali richiesto dai Sindaci Gianfranco Barletta (Supino) e Gino Molinari (Morolo), invitati dal duo Buschini-Battisti assieme al Presidente della Provincia, nonché Primo Cittadino di Ferentino, Antonio Pompeo. Da Pompeo, nel mentre, anche una lettera inviata al Governatore del Lazio Nicola Zingaretti per richiedere l’attuazione della Legge regionale 13/2019 (“Disciplina delle aree ad elevato rischio di crisi ambientale”).

All’appuntamento firmato PD, alla fine, vi ha preso parte con tutt’altro spirito anche il Sindaco di Patrica Lucio Fiordalisio, ex dem col dito puntato contro i rappresentanti ciociari in Consiglio regionale – il Presidente Mauro Buschini e la consigliera Sara Battisti – al pari dell’omologo semi-leghista di Frosinone Nicola Ottaviani nonché del Senatore FdI di Ceccano Massimo Ruspandini e del Consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli (Lega). “Dopo non aver invitato il Comune di Patrica alla riunione dei Sindaci e dopo la mia delusione espressa sul mancato invito - ha lamentato lo stesso Fiordalisio - probabilmente ci si è accorti dell'autogol e sono stato convocato all'incontro in videoconferenza”. “Fiordalisio dichiari Patrica fuori dall’area industriale e nessuna impresa potrà presentare richieste per nuovi impianti”, ha “consigliato” il tandem Buschini-Battisti criticando fortemente i suoi toni e modi.

Fiordalisio, venerdì 15 ma in presenza, ha partecipato anche al sit-in di FdI in zona Cese, da dove Ruspandini ha aggiustato un po’ il tiro: “Sgombriamo il campo dalla demagogia - ha precisato - Fratelli d’Italia non è pregiudizialmente contro la costruzione di impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti”. Detto da chi ha da tempo dichiarato “guerra ai nemici della nostra terra”, scagliandosi non solo contro gli inquinatori seriali, ma anche contro coloro che ritiene “conniventi”: la Regione Lazio e l’Asi. Non tutti, però, hanno dimenticato che il centrodestra territoriale, ottenendo un posto in Consiglio d’amministrazione per Gianfranco Pizzutelli in quota Comune di Frosinone, ha contribuito alla rielezione del Presidente democrat del Consorzio Francesco De Angelis.

L’incontro in videoconferenza

“Ritengo di non aver ricevuto alcuna risposta e la riunione, sempre parere mio, è stata inutile - ha commentato Fiordalisio (Patrica) - Si è cercato di parlare di altro e mi è sembrato un incontro di qualche anno fa, perché ho ascoltato discorsi già sentiti più volte finalizzati solo a scaldare la minestra e tirare avanti. Però, la riunione si è conclusa con la soddisfazione di tutti gli altri e quindi c'è un'alta possibilità che io non abbia capito nulla di quello che è stato detto. Pertanto sono fiducioso nel compiacimento altrui. Perché per quanto mi riguarda, non ho ricevuto alcuna rassicurazione”.

“Sono convinto che su queste battaglie dove tutti ci troviamo dalla stessa parte, quella della salvaguardia della salute pubblica - ha proposto, invece, Barletta (Supino) anche in risposta agli oppositori comunali - sarebbe più opportuno e produttivo fare squadra anziché frammentarsi per inutili ed improduttive battaglie politiche”. Il tutto dopo aver ribadito la forte contrarietà a nuovi insediamenti industriali, ma anche rettificato quanto sostenuto nei giorni scorsi dal fronte anti-PD: “La nostra richiesta (di incontro, ndr) prendeva spunto dalle notizie che riferivano di un’accelerazione dell’iter procedurale di Via (Valutazione di impatto ambientale, ndr) relativa al progetto di questo nuovo impianto, e anche di un definitivo annullamento della conferenza dei servizi aperta”.

Su questi due punti - ha raccontato poi lo stesso Barletta - è intervenuto il direttore del settore regionale Ing. Tosini la quale ha dichiarato del tutto infondate queste notizie, precisando che non c'è assolutamente alcuna volontà della regione di accelerare l'iter procedurale e che è stata convocata per il 10 Giugno la conferenza dei servizi interna per esprimere un parere unico dei vari dipartimenti regionali. Questo parere verrà poi riportato nella conferenza dei servizi aperta nella quale i comuni verranno invitati ad esprimere anche essi il loro parere. L'ingegnere ha tenuto altresì a confermare che la conferenza dei servizi aperta convocata per il giorno 12/03/20 è stata annullata esclusivamente a causa dello scoppio della pandemia e che verrà regolarmente riconvocata”.

“Cerchiamo soluzioni, non lo scontro”, hanno detto poi Buschini e Battisti a fronte di “inesattezze e forzature espresse con i suoi post e video - hanno controreplicato a Fiordalisio - Addirittura, appena la dirigente ha lasciato la riunione, ha cercato di affermare una cosa non detta e cioè che il parere della Regione fosse prevalente: la legge, invece, ritiene che il parere della Regione sia equivalente a quello degli altri, comuni compresi, che saranno invitati alla Conferenza di servizio”. A ruota la frecciata: “Se ritiene che siamo tutti inefficaci, seppur da quando ci siamo insediati in Regione, nessun nuovo impianto è stato aperto nella Valle del Sacco, perché non dichiara fuori dall’area industriale alcune aree di Patrica? Dovrebbe dire la verità ai suoi cittadini: fin quando manterrà industriali quei terreni nessuno, aprioristicamente, potrà vietare alle imprese di presentare domande per nuovi progetti”. 

“Non rilasciamo la patente di unico ambientalista a nessuno - hanno concluso i due democrat - Quello che questa Regione ha fatto per la Valle del Sacco, dopo anni di attesa, è sotto gli occhi di tutti. Continueremo questo lavoro. Sarebbe il caso di non buttare la questione in politica, ma forse vista l'iniziativa al fianco degli esponenti di Fratelli d'Italia è una richiesta tardiva. Soprattutto, ora non ci dica che per uscire dall'Asi ci vorrebbe troppo tempo: le assicuriamo che sarebbe una procedura alquanto veloce. In conclusione, siamo disponibili a lavorare, insieme a lei e insieme a tutti coloro che sono sensibili alla tutela del nostro ambiente, ma ciascuno faccia la propria parte perché non è possibile risolvere i problemi con alcuni che fanno e altri che dicono cosa va bene e cosa no".

Il sit-in di Fratelli d’Italia e Fiordalisio

“Non siamo contro il progresso - ha dichiarato il Senatore FdI Ruspandini - Siamo consapevoli di quanto la tecnologia possa essere d’aiuto nella chiusura del ciclo dei rifiuti ma non possiamo far finta di niente rispetto a quello che a volte sembra una specie di congiura contro il nostro territorio. Mi riferisco al tentativo insano di voler concentrare tutta una serie di attività impattanti e a forte rischio ambientale in un fazzoletto di terra che ha già dato, che ha pesantemente pagato un dazio altissimo in termini di inquinamento negli ultimi cinquanta anni e che, proprio per questo, fa parte del Sin”.

“L’attuale governo Pd della Regione, in particolare Zingaretti con la complicità del duo Buschini/Battisti - è tornato all’assalto - ha deciso di concentrare nel territorio di Patrica e nella porzione di territorio che riguarda da vicino i comuni di Ceccano, Frosinone, Supino, Morolo, Giuliano di Roma, tutta una serie di attività che altrove probabilmente costituirebbero motivo di imbarazzo e anche un problema politico irrisolvibile. Ecco perché, pur senza ricorrere alle facili strumentalizzazione e alla demagogia di basso rango, vogliamo ribadire l’impegno di Fratelli d’Italia a vigilare su quanto sta avvenendo in questo nostro territorio che andrebbe valorizzato e rilanciato come ha ben sottolineato il Sindaco di Patrica. Ringrazio i consiglieri regionali Giancarlo Righini, Fabrizio Ghera e Antonello Aurigemma per la loro vicinanza e tutto il gruppo di Fdi alla Regione. Ringrazio i consiglieri provinciali e tutti i consiglieri comunali intervenuti”.  

Ciacciarelli la pensa allo stesso modo

“Credo che la Giunta Zingaretti debba fare pace con il cervello - ha detto il Consigliere regionale della Lega - Come può, da un lato, sponsorizzare la bonifica della Valle Del Sacco e dall’altro scegliere di riversare in questo stesso territorio un nuovo mostro ambientale che si tradurrà in 350 mila tonnellate di rifiuti? Patrica ed i comuni circostanti, compreso il capoluogo, vivono già una pesante situazione ambientale, odori nauseabondi e tutta una serie di caratteristiche impattanti nella vita dei cittadini. Zingaretti e compagni ritengono che la provincia di Frosinone sia la loro discarica personale? Patrica nell’area nord, ma anche Roccasecca nell’area Sud, il Pd pensa al nostro territorio solamente quando deve smaltire i rifiuti”.

“È ora di dire basta! Non mi stancherò mai di affermare che la provincia di Frosinone ha già dato, si tratta di un territorio già ampiamente martoriato da un punto di vista ambientale e questo Buschini e Battisti dovrebbero saperlo, perché, in teoria, è questa la provincia che dovrebbero rappresentare e difendere in consiglio regionale! I consiglieri ciociari del PD, invece, adottano la politica dei 2 forni. Fanno i borbonici a Frosinone e i Papalini a Roma... Fingono di difendere il territorio e poi non muovono un dito per tutelarlo dai rifiuti. La Ciociaria è storia, enogastronomia, arte. Non la pattumiera di Zingaretti! I nostri cittadini hanno il diritto a respirare come gli altri, non sono di serie B”.

Il progetto tanto dibattuto

Su una superficie di 12.045 metri quadri, al costo di oltre 3.700.000 euro e nel giro di quattro anni e mezzo, la società proponente intende creare un impianto di trattamento di rifiuti liquidi e solidi che al massimo della potenzialità avrà 371.000 tonnellate annue di flussi in ingresso e altrettante di flussi in uscita. Tratterebbe principalmente acque inquinate raggruppabili in cinque macro-tipologie di rifiuti speciali liquidi/fangosi: reflui da attività industriali artigianali e percolati di discarica (pericolosi e non), emulsioni di olio in acqua (pericolose), fanghi da fosse settiche e fanghi inorganici (non pericolosi). Gli stessi sarebbero avviati a varie linee di trattamento: biologico, chimico-fisico, neutralizzazione, digestione e separazione.

Tali rifiuti liquidi (di cui il 30% pericoloso) – potenzialmente caratterizzati da solidi sospesi, composti organici, metalli pesanti, alcalinità e acidità residuali – proverrebbero da industrie tessili, chimiche, meccaniche, petrolchimiche e conciarie, discariche e impianti di depurazione, ma anche da lavanderie industriali, industrie di detersivi e legno, tipografie e stamperie. Il conferimento avverrebbe tramite autospurghi, autocisterne e vari colli (cisternette, fusti, contenitori intermedi per il trasporto alla rinfusa e bottiglie). Infine, all’interno dell’insediamento, verrebbe realizzata una zona di stoccaggio per alcune tipologie di rifiuti solidi.      

Valutazione d’impatto ambientale e sanitario

La società proponente ha richiesto l’attivazione della procedura di Via dal 25 giugno 2019, inoltrando poi lo studio di impatto ambientale e gli elaborati del progetto. Il lotto in questione non si trova all’interno di una zona soggetta a vincoli paesaggistici bensì in un “paesaggio agrario di continuità”, dove si possono realizzare infrastrutture, servizi e adeguamenti funzionali di attrezzature tecnologiche esistenti nonché attività produttive compatibili con i valori paesistici. È lì che accetterà anche rifiuti pericolosi che, a contatto con l’uomo, possono causare cancro o aumentarne l’incidenza oppure provocare irritazioni o corrosioni cutanee, lesioni oculari, tossicità specifica (tramite esposizione singola o ripetuta) o acuta (a seguito di aspirazione), sensibilizzazione per la pelle o gli organi respiratori. A livello ambientale, in conclusione, si parla di rifiuti ecotossici che presentano, quindi, rischi immediati o differiti per uno o più comparti naturali.

Ciò premesso, nello studio di impatto ambientale presentato dall’impresa si assicura che “la realizzazione dell'impianto di trattamento di rifiuti liquidi - recitano le conclusioni – produca un impatto complessivamente assente o poco significativo. Riguardo agli impatti lievi che l'opera apporterà nell'ambiente circostante, il proponente tramite il sistema di gestione ambientale, la dotazione tecnologica dell'impianto e i presidi ambientali proposti può assicurare il continuo miglioramento delle prestazioni ambientali limitando fortemente tali impatti seppur lievi. Inoltre l'azienda, promuovendo l'applicazione delle migliori tecnologie disponibili ed il minor impatto ambientale possibile, offrirà all'interno del comparto industriale dell'Asi Frosinone e dell'intera Valle del Sacco un polo tecnologico di riferimento per la salvaguardia dell'ambiente ed il massimo recupero della risorsa idrica”. Nella valutazione tecnica dell'Arpa Lazio, però, "sono state sollevate - si legge testualmente - una serie di criticità correlate agli elaborati progettuali presentati".

Il “no” immediato da Ceccano e le integrazioni richieste da Patrica

“Con riferimento al progetto in esame, il Comune di Ceccano esprime il proprio parere negativo alla realizzazione sul territorio di un ulteriore impianto di trattamento rifiuti - ha fatto presente il 5 agosto 2019 l’allora Assessore all’ambiente Alessandro Savoni - L’amministrazione comunale (guidata dall’ex Sindaco Roberto Caligiore, ndr) ribadisce il proprio pensiero sulla necessità di salvaguardare un territorio già fortemente antropizzato per la presenza di industrie trattanti rifiuti e riciclo di ogni genere. Ricordiamo che non a caso la Valle del Sacco è un Sito di interesse nazionale (Sin) particolarmente attenzionato in quanto risulta essere tra i più inquinati della Regione se non d’Italia”.

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A seguire le missive inviate dal Comune di Patrica tra il 27 agosto 2019 e il 16 aprile 2020. Inizialmente, sono state segnalate potenziali irregolarità tra la documentazione pubblicata sull’apposita piattaforma web: invalidità della visura camerale (informazioni sull’impresa), scadenza dei certificati di destinazione urbanistica e mancata redazione della relazione idrogeologica da parte di soggetto accreditato. Più di recente, l’ente amministrato dal Sindaco Lucio Fiordalisio ha detto e ribadito che “non risulta agli atti dello scrivente che le integrazioni sopra richiamate siano state inserite o comunicate, che ne sia stata avviata ai sensi dell’art. 27 bis, comma 5 (del Codice dell’ambiente, ndr) la sospensione dei termini per la presentazione della documentazione integrativa per un periodo non superiore a centottanta giorni”. In aggiunta, l’errato coinvolgimento del Distretto D della Asl di Frosinone in luogo del Distretto B in cui rientra la stessa Patrica. 

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