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Biodigestore ad Anagni, Medici di famiglia per l’ambiente: “Contrari dal 2017”

L’associazione, con una nota del coordinatore Martino e del referente cittadino Necci, ha già detto “no” a quello di Frosinone ritenendo tali impianti impattanti e dannosi per la salute. “Nessun profitto può essere addotto a motivo giustificatorio”

L’associazione Medici di famiglia per l’ambiente si dice assolutamente contraria alla realizzazione del biodigestore di Anagni, derivante dall’accordo tra Saf e Saxa Gres, tanto quanto alla creazione dell’impianto a biogas a Frosinone.  

Rispetto a quello prospettato nella città dei Papi, come ricordano all’unisono il coordinatore Giovambattista Martino e il referente locale Antonio Necci, “l’associazione, già in data 4 febbraio 2017, con una pubblica informativa, criticando procedure e comportamenti inopportuni, richiamava ad una riflessione collettiva sottolineando gli aspetti deleteri ed il negativo impatto sanitario di un simile progetto sulla popolazione residente”.   

A fronte del ravvisato impatto sanitario che ne deriverebbe, in un territorio già martoriato come quello della Valle del Sacco, i Medici spostano l’attenzione verso quanto riferito dai proponenti nella loro relazione: “I fumi immessi in atmosfera - recita la stessa – saranno caratterizzati da un carico inquinante rispettoso dei limiti proposti”. Secondo gli stessi Martino e Necci non è altro che “un’evidente contraddizione in termini, poiché si parla di un carico inquinante definito però, al tempo stesso, rispettoso dei limiti”.  

Si evidenzia, poi, che Il dott. Necci “in perfetta solitudine aveva lanciato l'allarme per la minacciata invasione di rifiuti nella Valle del Sacco – vanno avanti i Medici - Ora, con il riverberare di ipotesi favorevoli a mostruosità ambientali, ha ribadito a chiare lettere l'assoluta contrarietà ad un impianto di biodigestione anaerobica di immondizia in Anagni”. Una città che già di per sé, secondo l’associazione, è già privata delle elementari strutture assistenziali: ospedale, pronto soccorso e laboratorio analisi.  

“Siamo Medici, difendiamo l'ambiente per difendere la salute e scongiurare le malattie - precisano- Lo facciamo ad Anagni come a Frosinone, a Patrica come a Roccasecca. I biodigestori sono impattanti, i danni sanitari sono incomprimibili, non bastano alchimie economiche o dichiarazioni di intenti per eliminare i rischi sanitari, meno che mai nella Valle del Sacco ormai satura all'inverosimile di inquinanti di ogni genere”.  

“Un territorio - evidenziano in conclusione - dove studi epidemiologici drammatici per numero ed incidenza di malattie sono bloccati da anni, dove è tabù il registro dei tumori, dove si ritrovano nel liquido seminale dei giovani maschi gli stessi veleni disseminati nei terreni, non può sopportare ulteriori insediamenti insalubri, né biodigestori e con essi l'invasione dell'immondizia. Nessun profitto può essere addotto a motivo giustificatorio. Non più profitto versus salute, bensì il profitto verso la sopravvivenza”.   

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