Agricoltura, il grido di allarme della Copagri: "siamo un esercito di invisibili"

L’organizzazione agricola, sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, denuncia le difficoltà del settore, in ginocchio a causa della catastrofica caduta degli ordinativi e lamenta la mancanza di attenzione da parte del Governo

Dura presa di posizione della Copagri di Frosinone e Latina che si schiera al fianco degli agricoltori annunciando la contestazione dell'intero comparto per chiedere pari dignità con le altre categorie produttive. L’organizzazione agricola, sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, denuncia le difficoltà del settore, in ginocchio a causa della catastrofica caduta degli ordinativi, e lamenta la mancanza di attenzione da parte del Governo:"Noi agricoltori offriamo il “servizio essenziale” per eccellenza, mettiamo a  disposizione il nostro lavoro quando quasi tutto si ferma e lo facciamo con orgoglio, come sempre abbiamo fatto, non come eroi, ma come onesti lavoratori. Non siamo tuttavia un esercito di invisibili, sulla cui pelle si possa continuare a speculare contando sul fatto che non reagiremo".

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La Copagri dice stop: "Stavolta ci faremo sentire." La pandemia globale, che ha colpito il nostro paese e tutto il mondo, porta con sé, oltre alle enormi perdite sociosanitarie con decine di migliaia di contagiati e migliaia di morti in tutta Italia, anche dei gravi danni economici a tutto il tessuto produttivo nazionale: “È una “catastrofe”, non dissimile da quella causata da un conflitto mondiale distruttivo, e come in quelle circostanze – spiega la Copagri – gli Stati devono mettere in campo misure shock per ripartire e ricostruire il tessuto economico produttivo. A tal proposito crediamo che sia imprescindibile fornire alle imprese (di tutti i settori, e quindi anche di quello agricolo ) sufficiente e straordinaria liquidità per affrontare la ripartenza.
Abbiamo sempre garantito cibo sano con il nostro lavoro e con i fatti, ma questi fatti non hanno incontrato reciprocità da parte di coloro che ci governano, che non perdono occasione per mortificarci e approfittano della nostra umiltà per renderci invisibili".
Gli agricoltori e gli allevatori hanno finora assicurato il loro lavoro, su tutto il territorio, e vicino ad ogni cittadino, senza alcun sostegno di natura economica, mettendo in pericolo la propria salute.
"Ora però la situazione ha oltrepassato il livello di guardia, e abbiamo il dovere morale di porre fine alle speculazioni compiute sulla nostra  pelle. Non permetteremo al governo di renderci i nuovi schiavi, e intraprenderemo ogni azione utile a questo fine. Costringeremo i governanti a rendersi conto che esistiamo. E, come noi siamo sempre stati dalla parte dei cittadini, siamo certi di trovare i cittadini al nostro fianco."

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