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Ares 118, la FP CGIL Frosinone-Latina chiede chiarimenti

Ieri l'incontro con il direttore generale Corradi. Smentita la conclusione dell'accorpamento entro dicembre 2018. Garantite tutele per il personale della Centrale operativa soppressa

Si compiono piccoli passi nella direzione di comprendere quali saranno le conseguenze dell'accorpamento delle centrali operative 118 di Frosinone e Latina. Da qualche settimana a questa parte sono state diverse le voci che si sono espresse in merito. C'è chi tuona contro la ormai famosa delibera n. 473 del 28 giugno e chi spende parole di rassicurazioni che a volte, però, sembrano sortire l'effetto contrario, come è accaduto per il consigliere regionale Mauro Buschini. Questa volta a prendere parola è la FP CGIL Frosinone Latina che nella giornata di ieri ha incontrato il direttore generale Ares 118, la dottoressa Maria Paola Corradi. 

Non avverrà entro dicembre

"La dottoressa Corradi - scrive in una nota il segretario generale Cenciarelli - ha confermato che nel futuro ci sarà l'accorpamento delle due centrali operative, dando seguito alla normativa regionale che prevede, nel Lazio, 3 sole centrali operative del 118. Nel contempo ha chiarito che, ad oggi, non vi può essere certezza sui tempi con cui si procederà all'accorpamento, smentendo quanto circolato sulla stampa circa la conclusione dell’accorpamento entro dicembre 2018.

Tutela del personale

Come Organizzazione Sindacale abbiamo rappresentato le nostre forti perplessità in particolare riguardo al futuro del personale attualmente impiegato nelle due distinte centrali. Abbiamo chiesto che il patrimonio professionale del personale oggi presente nella Centrale Operativa non venga depauperato e che, nel contempo, non si proceda a trasferimenti se non su base volontaria. Il Direttore Generale si è impegnato a garantire, al personale della Centrale Operativa che sarà soppressa, la possibilità di scegliere, rispetto a un eventuale trasferimento, di optare per un reimpiego sui mezzi di soccorso o in alternativa ad attivare percorsi di rientro nelle aziende ASL con la massima tutela per le professionalità acquisite in questi anni. Come FP CGIL auspichiamo che ci sia anche da parte delle Asl, qualora ce ne fosse la necessità, la disponibilità ad attivare tali percorsi di mobilità".

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