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Sabato, 20 Aprile 2024
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Un sit-in davanti al Moscardini per ribadire il no al trasferimento a Viterbo

Presenti alla manifestazione pacifica l'associazione Impegno, il deputato Aldo Mattia, l'eurodeputata Veronica Rossi, il presidente del consiglio provinciale Gianluca Quadrini e il sindaco Riccardo Mastrangeli

Una manifestazione pacifica davanti all'ingresso dell'aeroporto Moscardini per richiamare ancora una volta l'attenzione sul possibile e probabile trasloco della scuola di volo da Frosinone a Viterbo. 

Presente l'associazione 'Impegno', il deputato Aldo Mattia, l'eurodeputata Veronica Rossi, il presidente del consiglio provinciale Gianluca Quadrini e il sindaco Riccardo Mastrangeli.

"Il 72° Stormo e i reparti della scuola di volo per elicotteristi dell’Aeronautica militare non devono abbandonare Frosinone - spiega l'on. Veronica Rossi -. Ho risposto con piacere all’invito dell’associazione “L’Impegno” per ribadire un concetto, che mi sembra abbastanza evidente: Frosinone è la migliore e, secondo me, unica soluzione logistica per la scuola di volo.

Torno a esprimere ciò che già ho avuto modo di dire nel recente passato.  Nessuno ha ancora fornito, ad oggi, uno straccio di motivazione valida e inoppugnabile per giustificare la decisione di trasferire la scuola di volo da Frosinone a Viterbo. Le motivazioni sono tecniche? Falso, perché Frosinone rispetto a Viterbo offre condizioni di addestramento per i piloti  mille volte migliori. Le motivazioni sono logistiche?  Falso, perché Frosinone è collegata con il resto del mondo un milione di volte meglio rispetto a Viterbo.

Le motivazioni sono legate alla struttura militare? Falso, perché a Frosinone c’è già tutto quello che serve per una scuola di volo interforze, basterebbero investimenti decisamente minimi per adeguare l’aeroporto alle mutate esigenze, mentre a Viterbo c’è poco o niente di quello che realmente serve. E poi, se Viterbo un giorno dovesse ospitare il terzo scalo civile del Lazio, come si farebbe a conciliare l’attività addestrativa militare con il traffico civile in uno spazio  aereo abbastanza saturo come quello di Viterbo. Quindi, mi chiedo a questo punto: qual è la vera volontà che c’è dietro questa  illogica decisione di trasferimento del 72° Stormo da Frosinone alla Tuscia? Qui non stiamo parlando solamente di “politica” militare, ma anche del destino di centinaia di famiglie e dell’eventuale depauperamento economico di un territorio, la Ciociaria, che già da anni sta soffrendo per un processo di deindustrializzazione che ha eroso ricchezza economica e sociale. Il trasferimento di tutti i reparti da Frosinone a Viterbo, oltre a costituire una soluzione non ottimale dal punto di vista dell’addestramento, rischia di essere una soluzione antieconomica. Ad oggi, nessuno è stato in grado di dire se vi sia o meno un reale risparmio nell’attuare questo “trasloco”.

Le cifre non si conoscono e non sono state rese note. Ci piacerebbe conoscere il quadro tecnico economico dei lavori su Viterbo e quello di quelli eventuali su Frosinone, magari potrebbe uscire qualche sorpresa e magari scopriremmo che andare via dal capoluogo ciociaro non sarebbe poi così tanto conveniente dal punto di vista economico. Quindi, invito l’amministrazione militare a tirare fuori i numeri di questa operazione, proprio per fugare ogni dubbio. Se poi, si vuole dire che Viterbo è più strategica di Frosinone, non ci siamo proprio. E’ la realtà effettuale a smontare questa favola della buonanotte. I margini per tornare indietro ci sono e auspico, con l’appoggio di tutte le forze politiche e delle associazioni, l’apertura di un tavolo di confronto con il ministro Crosetto per tutelare una risorsa di questo nostro territorio, ma anche per spendere i soldi dei contribuenti con buonsenso e realismo”.

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