Al via gli incontri coi proprietari dei terreni del Frusinate ricadenti nel Sin della Valle del Sacco

I Comuni interessati, su richiesta della Regione Lazio, forniranno informazioni ai detentori delle aree agricole ripariali che saranno prossimamente oggetto di caratterizzazione ambientale nel Sito di interesse nazionale

Un'area interdetta nel Sin "Bacino del Fiume Sacco"

In settimana i Comuni di Frosinone, Ceccano, Ferentino, Ceprano, Castro dei Volsci e Falvaterra, tra gli altri territori della Valle dei Veleni, terranno incontri informativi rivolti ai padroni delle aree agricole ripariali incluse nel Sin “Bacino del Fiume Sacco”. Quelle che sono prossime alla caratterizzazione, ossia “l’insieme delle attività - come riportato tra le “Norme in materia ambientale” - che permettono di ricostruire i fenomeni di contaminazione a carico delle matrici ambientali, in modo da ottenere informazioni di base su cui prendere decisioni realizzabili e sostenibili per la messa in sicurezza o bonifica del sito”.  

Le aree agricole ripariali

“Le suddette aree agricole ripariali - come spiega il Comune di Frosinone - corrispondono, di fatto, alle cosiddette “aree interdette” di cui alle Disposizioni n. 226 e n. 227 decretate il 19/11/2010 dall’ex Commissario delegato per il superamento dell’emergenza nei territori del Bacino del Fiume Sacco (l’allora Presidente della Regione Lazio Renata Polverini, ndr). Una delle finalità della caratterizzazione in questione è proprio quella di verificare se ad oggi, ossia a distanza di dieci anni, permangano ancora nel suolo delle aree agricole ripariali le contaminazioni che nel 2010 resero necessarie le disposizioni di interdizione” a pascolo di animali e movimentazione di terra".

Gli incontri informativi

La serie di eventi, aperta altresì a tutti gli altri portatori di interesse (imprenditori e associazioni di categoria, enti pubblici e sanitari, associazioni ambientaliste e ordini professionali), comincerà domani, 14 dicembre, alle 9:30 presso il Palazzo comunale di Ferentino. Continuerà, poi, mercoledì 15 a Frosinone e Ceccano, rispettivamente nella sede decentrata della Regione Lazio (Via Veccia, 23) e nella biblioteca cittadina, col medesimo orario d’inizio. Terminerà, infine, a Ceprano e Castro dei Volsci: nel primo caso, alle 11:30 presso la Sala consiliare e, nell’altro, alle 16:30 al Teatro Gassman.

L’Accordo di Programma (AdP)

L’indizione degli incontri era stata richiesta lo scorso mese di novembre dalla Direttrice regionale di “Politiche ambientali e ciclo dei rifiuti” Flaminia Tosini, Responsabile Unico dell’Accordo di programma per la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica del Sin. Fra gli interventi prioritari fissati dall’AdP, sottoscritto il 12 marzo 2019 dal Ministro dell’ambiente Sergio Costa e dal Governatore del Lazio Nicola Zingaretti a favore di una decontaminazione poi storicamente ripartita dopo anni da Colleferro, è prevista proprio la caratterizzazione delle aree agricole ripariali situate entro 100 metri dall’argine fluviale e a meno di cinque metri di dislivello.  

Dal Responsabile Unico dell’AdP

“Lo scrivente Direttore regionale - ha fatto presente due mesi fa la RUA Flaminia Tosini - ha in corso di perfezionamento la convenzione per l’esecuzione della suddetta caratterizzazione con Arpa, Istituto Superiore di Sanità, Servizio Sanitario Nazionale, Istituto Zooprofilattico Nazionale e Asl; pertanto, nei prossimi mesi sarà necessario prelevare campioni di terreno (massima profondità 80 cm) e campioni di prodotti vegetali in vari punti distribuiti sulle aree agricole del Fiume Sacco. Affinché possa essere garantita l’accessibilità ai punti di prelievo - ha scritto, inoltre, ai Comuni della Valle del Sacco - è necessaria la massima collaborazione di codesto Comune e la preventiva informazione ai proprietari”. Da qui gli ormai prossimi incontri pubblici.

I 19 Comuni del Sin

All’interno del Sito di interesse nazionale “Bacino del Fiume Sacco”, in considerazione della nuova perimetrazione stabilita con il Decreto ministeriale del 22 novembre 2016, ricadono porzioni territoriali di diciannove città e paesi delle province di Roma e, perlopiù, di Frosinone: da monte a valle, Artena, Colleferro, Segni, Anagni, Gavignano, Paliano, Ferentino, Sgurgola, Morolo, Supino, Frosinone, Patrica, Ceccano, Castro dei Volsci, Pofi, Ceprano, Arce, Pastena e Falvaterra.

Da Retuvasa

“Dopo l’interruzione delle attività di inizio 2013 - aveva ricordato l’associazione Retuvasa in occasione dell’incontro novembrino con la RUA Flaminia Tosini - con il declassamento a competenza regionale, il ricorso al TAR da parte della regione Lazio che lo riporta a competenza nazionale, la fase di ri-perimetrazione, si giunge a stabilire il cronoprogramma e chi dovrà presiedere le attività connesse”.

Gli interventi più urgenti

Il cronoprogramma 2019-2023 dell’Accordo di Programma, a parte la corrente Messa in Sicurezza Permanente (Misp) del sito Arpa 2 di Colleferro e la prossima caratterizzazione ambientale delle aree agricole ripariali, ha stabilito come interventi di immediata attuazione il programma di valutazione epidemiologica e il monitoraggio delle acque per uso civile in tutti i Comuni, la bonifica dell’area Caffaro Chetoni Fenilglicina di Colleferro, la manutenzione straordinaria della Discarica Le Lame di Frosinone, nonché la Messa in Sicurezza d’Emergenza (Mise) e la caratterizzazione di nove ex siti industriali.

I 9 ex siti industriali

Stando alle valutazioni di priorità comunicate dall’Ispra (Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale), hanno più bisogno di “cure” immediate dieci aree produttive dismesse: Snia-Bpd (Bosco Faito), Stabilimento Annunziata e Cava di pietrisco-Via Anime Sante di Ceccano; Cartiera Vita Mayer Europress e Industrie Olivieri di Ceprano; infine, la Polveriera di Anagni, la Cartiera di Ferentino e l’Ilmes (Ponti della Selva) di Paliano.       

Zone A e B del Sin

In base alla Disposizioni nn. 1 e 2 del 9 settembre 2005, emanate dall’ex Commissario e Governatore del Lazio Piero Marrazzo a seguito dello scoppio dell’Emergenza Fiume Sacco, erano stati provvisoriamente e cautelativamente perimetrati i Comuni tra Colleferro e Supino (Zona A). In seguito, secondo le “Disposizioni nn. 226 e 227 del 19 novembre 2010” firmate Polverini, la zona di emergenza fu estesa fino alla confluenza tra i fiumi Sacco e Liri (Zona B).

Le ultime Disposizioni

L’ex Governatrice del Lazio Renata Polverini, con le sue Disposizioni n. 226/2010 e 227/2010, non introdusse per la Zona B il divieto di coltivazione già previsto nella Zona A dal suo predecessore Marrazzo. A fronte di tale mancanza, il Coordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute Valle del Sacco e Bassa Valle del Liri richiese nel 2017 una revisione da parte della Regione Lazio, anche e soprattutto per via della continua fienagione nei terreni interdetti.

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Ipse dixit

Secondo l’Articolo 4 della Disposizione n. 226/2010, però, la stessa “è soggetta a revisione, anche ai fini dell’interdizione della coltivazione di specie vegetali per l’alimentazione umana e animale - si legge testualmente - in coerenza con gli esiti delle attività di monitoraggio sull’effettivo stato di contaminazione ambientale e con gli esiti degli studi sull’accumulo di contaminanti nelle diverse specie vegetali destinate ai consumi alimentari”. In coerenza, dunque, con gli esiti della caratterizzazione ambientale che verrà effettuata prossimamente. Dopo ben dieci anni.              

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