Inquinamento fiume Sacco, l'Arpa Lazio conferma i dati dell'avvelenamento

L'esaclorocicloesano continua ad essere presente a distanza di anni. Magliocchetti tuona: "Significa che ad oggi quasi nulla è stato fatto per la bonifica del fiume e della valle del Sacco"

"Per la bonifica della Valle e del Fiume Sacco, non è stato fatto quasi nulla delle necessarie opere di bonifica e risanamento e se nei corsi d’acqua, oltre a nichel e piombo disciolto, a distanza di tanti anni, ancora si rileva l’esaclorocicloesano che determinò l’inizio del disastro ambientale della Valle del Sacco, un elemento che non è presente in nessun altro corso d'acqua del Lazio, significa che il problema è ancora li presente e irrisolto, con tutta la sua pericolosità per la salute dell’ambiente e dei cittadini". È la denuncia del  consigliere comunale e provinciale di Frosinone Danilo Magliocchetti dopo la lettura dei dati diffusi da Arpa Lazio nel Rapporto 2018 “Stato Ecologico e Stato Chimico dei Corsi d’acqua Periodo di monitoraggio 2015-2017”.

Nel rapporto viene descritto lo stato di qualità ambientale delle acque del Lazio, che è determinato dalla valutazione di una serie di indicatori rappresentativi delle diverse condizioni dell’ecosistema, la cui composizione, secondo regole prestabilite rappresenta lo Stato Ecologico e lo Stato Chimico.

Gli indicatori

"Il processo di valutazione - argomenta Magliocchetti - si articola attraverso l’elaborazione di indicatori rappresentativi delle diverse componenti la cui combinazione, secondo il principio che il valore peggiore individua lo stato finale, determina lo Stato Ecologico e lo Stato Chimico dei diversi corpi idrici di riferimento. Per la definizione dell’indice chimico la valutazione è stata basata sulla presenza di sostanze inquinanti di natura pericolosa e persistenti nella matrice acqua con livelli di concentrazione superiore agli Standard di Qualità Ambientale.

I livelli registrati

Per quanto riguarda Classificazione dello stato chimico dei corpi idrici fluviali, in riferimento al Fiume Sacco, corpo idrico Fiume Sacco 4,  la  situazione nel triennio 2015-2017 certifica un stato di NON BUONO per tutti e 3 gli anni, con presenza come parametri di superamento, di NICHEL DISCIOLTO e ESACLOROCICLOESANO. Stessa situazione per il corpo idrico Fiume Sacco 5 , con un risultato finale costante nei 3 anni di NON BUONO  e superamento degli stessi parametri con ESACLOROCICLOESANO a farla da padrone. Ed infine, sempre nel Sacco, ma nel corpo idrico Torrente Alabro 2, si conferma lo stato chimico NON BUONO ma come parametro di superamento del PIOMBO DISCIOLTO.

Da rilevare, come certifica il rapporto, che il 91% dei corsi d’acqua del Lazio evidenzia uno stato chimico nel triennio BUONO, e solo il 9% NON BUONO. Tra questi corsi d’acqua, oltre come detto quelli del fiume Sacco, anche il Tevere Basso Corso Fosso, con il bacino idrico di  Galeria 2 e Fosso Malafede 1, nei pressi quindi come noto di due territori ugualmente ad elevata criticità ambientale, con la presenza di alcune discariche, che guarda caso presentano il superamento di 2 dei gli stessi stessi 3 parametri del Sacco come NICHEL E PIOMBO DISCIOLTO".

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