La Costituzione e i Valori.

È un binomio felice, non stona. È trascorso più di mezzo secolo e i valori non sono cambiati. C’è ancora qualcosa da festeggiare. Esiste una storia che è solamente passato. Tanti la studiano e qualcuno financo la ricorda. Ma esiste una Storia che...

È un binomio felice, non stona. È trascorso più di mezzo secolo e i valori non sono cambiati. C’è ancora qualcosa da festeggiare.

Esiste una storia che è solamente passato. Tanti la studiano e qualcuno financo la ricorda. Ma esiste una Storia che riguarda ognuno di noi e non è soltanto passato, ma anche presente e futuro. La Storia iniziò settant’anni fa e sancì per iscritto i nostri valori. Nel 1947 la neonata Repubblica guadagnò il suo legittimo fondamento grazie a una larga intesa fra i partiti. Tuttavia, la Costituzione non fu promulgata per merito di elisir magici o colpi di scena teatrali e repentini. In verità, ebbe una gestazione lunga e malagevole.

L’Italia dapprima fu stanca di una monarchia noncurante del popolo e in seguito venne straziata dalle angherie del regime fascista. Molte delle certezze che Mussolini garantì andarono in fumo. La guerra mutilò e mutò il tessuto sociale nel profondo: le famiglie si trovarono senza la guida dei padri, le donne svolsero ogni genere di lavoro e cambiarono di conseguenza le loro abitudini. Il fascismo ha comandato menti vuote, tuttavia ha svegliato cuori ardenti per il futuro. Il triennio del dopoguerra fu decisivo: in soli tre anni l’Italia divenne una Repubblica, fu emanata la Carta e furono indette le elezioni.

La necessità di una Costituzione mise d’accordo democristiani, comunisti ed ex fascisti. Uomini di diverse ideologie, che per anni si scontrarono con efferatezza, si acquietarono in nome di una necessità impellente: cambiare l’Italia. Perciò, il nostro Statuto possiede una bellezza segnata da molti sacrifici e accordi. Inoltre, è il riflesso dei nostri valori. La democrazia rende il nostro Stato libero e decreta la parità di opinioni. La famiglia è il fondamento imprescindibile della nostra società. Il lavoro è alla base della vita e nobilita l’uomo. Il sentimento patrio rende noi italiani orgogliosi della nostra bandiera. Il mondo è in continua trasformazione, ma tali valori devono rimanere dei punti cardine per ciascuno. Ad oggi, la a Costituzione è lo specchio di una società datata e postbellica, la quale mirava perlopiù a limitare i poteri di un singolo attraverso la legge. È opportuno pertanto un cambiamento? Probabilmente sì, ma con attenzione. Piero Calamandrei nel “Discorso all’Assemblea costituente” affermava: “Noi ci troviamo qui non a un epilogo, ma a un inizio. La nostra rivoluzione ha fatto una sola tappa, che è quella della repubblica; ma il resto è tutto da fare, è tutto nell’avvenire”. La Costituzione non è un fossile atavico, bensì è aperta al domani, purché la consapevolezza sia alla base del cambiamento.

Nessuno deve essere dimentico della Storia. L’oblio è sempre sbagliato, giacché sradica i valori. La politica è fatta di scelte, naturaliter. Ma tutti noi dobbiamo avere la coscienza di essere tutelati, almeno di diritto. Soprattutto, dobbiamo sentirci onorati di essere italiani. Il passato annovera molte battaglie nel suo ampio registro. C’è stato chi ha combattuto con le armi e chi si è battuto con la cultura. Rendiamogli omaggio indistintamente, l’hanno fatto per noi. Ora e sempre fieri dell’Italia, con occhi volti al futuro.

Domenico Ercoli

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