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La portavoce del progetto ARTEMIS Emanuela Piroli spinge ad alzare il livello di attenzione sulla violenza domestica

Dopo la storia della ragazza che ha chiesto in farmacia la 'mascherina 1522' si capisce che il livello di ascolto va tenuto alto per costruire strutture in grado di aiutare concretamente le vittime di violenza

“È di questi giorni la notizia della fine di un incubo per una giovane vittima di abusi da parte di un uomo, un amico di famiglia che da anni approfittava della ragazza. Grazie ad una segnalazione che la ragazza è riuscita a fare recandosi in farmacia e chiedendo di acquistare ‘una mascherina 1522’ una richiesta in codice tra le diverse iniziative promosse dai centri antiviolenza (frutto di uno specifico protocollo d’intesa firmato a livello nazionale) per aiutare le donne che si trovino in situazioni di difficoltà.

La portavoce del progetto ARTEMIS (Azioni in rete sul Territorio di Mediazione e Inclusione Sociale) Emanuela Piroli torna ad alzare il livello di attenzione sui casi di violenza all’interno delle mura domestiche: “Chiaramente non esiste un tipo di mascherina 1522 ma quella frase pronunciata dalla ragazza, che per tanto tempo non aveva trovato il coraggio di denunciare quanto le stesse accadendo, ha permesso di attivare gli interventi necessari (e in piena tutela della giovane) per arrivare ad arrestare l’uomo. Questa vicenda fa capire quanto possa essere importante il livello di ascolto che è necessario tenere alto per costruire strutture in grado di aiutare concretamente le vittime di violenza. E non solo loro.”

“Un piano di aiuto vero - ribadisce la dottoressa Piroli - è possibile ed è quello che negli ultimi mesi è stato promosso dalla Provincia, per volere del Presidente Antonio Pompeo, attraverso il Progetto ARTEMIS (Azioni in rete sul Territorio di Mediazione e Inclusione Sociale) che, come spiegato anche nel nome, include la tutela e la difesa delle donne e di tutte le vittime di maltrattamenti, di sudditanza psicologica, di dipendenza economica, colpite in particolare soprattutto nei lunghi mesi di lockdown quando i casi di violenza sono aumentati come conseguenza delle restrizioni domiciliari.”

Il servizio antiviolenza, affidato al Consorzio Intesa (il numero verde 800980415 è attivo 24 ore), sta operando con impegno e si avvale della preziosa collaborazione delle associazioni: “La Provincia come Ente coordinatore punta a mettere a disposizione attività, alcune più strettamente legate all’accoglienza e all’ascolto, alle consulenze legali, o professionali e altre, di natura più progettuale, rivolte alla sensibilizzazione delle giovani generazioni. Tra le prime mi preme evidenziare il servizio ‘Ti porto con me’, per il trasporto e l’accompagnamento di donne e minori che si rivolgono agli sportelli e ai centri di ascolto e non abbiano la possibilità di muoversi in maniera autonoma. Si tratta di un servizio importante che assicura anonimato e garanzia di sicurezza per tutte le richiedenti. Con ARTEMIS sul nostro territorio è già attivo da mesi per le necessità di copertura delle distanze tra diverse strutture e conferma anche l’azione di rete che si sta realizzando anche con le associazioni. Il lavoro di squadra è possibile ed è uno degli obiettivi con che ARTEMIS vogliamo assicurare in difesa delle donne e di tutte le vittime di violenza.”

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