Caporalato, il sindacalista frusinate della Cisl Marco Vaccaro respinge tutte le accuse

Per oltre tre ore il 39enne finito in manette nell'operazione messa in atto dalla squadra Mobile di Latina è stato messo sotto torchio dal gip pontino Gaetano Negro. Il difensore Giampiero Vellucci ne ha chiesto la scarcerazione

Marco Vaccaro

Tre ore. Tanto è durato l'interrogatorio a carico del sindacalista frusinate Marco Vaccaro di 39 anni responsabile provinciale del sindacato Cisl di Latina accusato in concorso con altre persone di una cooperativa di Sezze di minacce ed estorsione a carico degli operai che lavoravano nella stessa azienda. Secondo le accuse portate avanti dagli investigatori il sindacalista a fine di trarne un ingiusto profitto costringeva i lavoratori (circa quattrocento, quasi tutti stranieri, quelli trovati sui campi che venivano pagati 4 euro l'ora) ad iscriversi al suo sindacato. Viceversa avrebbe fatto in modo che il loro contratto non venisse rinnovato. 

L'arrestato si è detto all'oscuro di tutto

Alla presenza del dott. Gaetano Negro giudice del tribunale di Latina. Il sindacalista accompagnato dal suo legale difensore, avvocato Giampiero Vellucci ha respinto categoricamente ogni accusa dicendo di essersi limitato a partecipare alle fasi del contratto di secondo livello e di essere all'oscuro delle inique condizioni che caratterizzavano lo svolgimento del rapporto di lavoro.

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La richiesta di scarcerazione

Quanto al reato di estorsione (l'uomo è accusato in concorso con gli altri dirigenti della coopertiva di aver costretto i lavoratori ad iscriversi al sindacato della Cisl dove lui era segretario provincialea) ha escluso categoricamente ogni attività di coercizione psicofisica nei confronti degli operai e che ogni lavoratore iscritto al sindacato aveva ricevuto servizi di alta qualità assistenziale. Alle luce degi elementi emersi l'avvocato Vellucci ha chiesto la scarcerazione del suo assistito. Il giudice si è riservato la decisione nelle prossime ore.

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