Indagine Cosilam, nel mirino della Procura il periodo antecedente la morte dell'ex direttore Gargano

Il magistrato Alfredo Mattei ha chiesto ed ottenuto dal Gup la verifica dei tabulati telefonici di tutti e cinque gli indagati anche prima del 2 giugno 2016

Un'indagine, quella sulla nomina del direttore del Consorzio Industriale del Lazio Meridionale che potrebbe rivelarsi 'esplosiva'. Ieri nel corso dell'incidente probatorio avvenuto davanti al Gup del tribunale di Cassino, Salvatore Scalera, c'è stato il colpo di scena. Il magistrato titolare dell'inchiesta, il sostituto procuratore Alfredo Mattei (lo stesso giudice che sta portando avanti altre e due delicatissime inchieste) ha chiesto ed ottenuto dal Gup che la copia forense del contenuto dei telefoni cellulari sequestrati a tutti e cinque gli indagati, fosse antecedente al due giugno del 2016, nefata data in cui, improvvisamente e per un arresto cardiocircolatorio, venne a mancare l'allora direttore del Cosilam, Ninuccio Gargano.

La nomina del perito

Il dottor Scalera ha quindi dato incarico il perito, l'ingegner Cenci di Alatri, di dare il via, a partire dal prossimo primo marzo all'estrazione della copia forense. L'esperto ha quaranta giorni di tempo per svolgere il suo lavoro. I telefoni cellulari che stanno quindi passati al setaccio nello spazio temporale che precede giugno del 2016 saranno quelli dell'attuale direttore del Cosilam, Annalisa D’Aguanno, ex consigliere regionale, comunale e provinciale di Forza Italia, di Francesco Mosillo, ex vice direttore del Cosilam ed ex consigliere comunale di Cassino, di Pietro Zola, imprenditore, ex presidente del Cosilam e attuale membro del Cda e dell'ex membro del Consiglio di Amministrazione, Umberto Satini. All'appello manca solo l'analisi dello smartphone dell'ex presidente del consiglio regionale del Lazio ed attuale presidente del Cosilam, 

Abbruzzese tra gli indagati

Mario Abbruzzese semplicemente perchè, come consigliato dal suo legale di fiducia, l'avvocato Sandro Salera, l'estrazione della copia forense è stata effettuata nei giorni successivi al sequestro del telefono che quindi è stato immediatamente restituito al legittimo proprietario. Le indagini partite dopo la denuncia dell'avvocato Michele Nardone, che aveva partecipato al bando rimanendo escluso, sono portate avanti dagli investigatori della Squadra Informativa del commissariato di Cassino e dal personale del Gruppo della Guardia di Finanza di Cassino.

Il pool difensivo

L'avvocato Nardone viene rappresentanto, in qualità di parte offesa, dagli avvocati Valentina Madonna e Mosè De Rubeis. I cinque indagati vengono invece assistiti dagli avvocati Sandro Salera, Piero D’Orio, Armando Satini, Ermete Grossi, Gianrico Ranaldi, Armando Pacione e Vincenzo Vittorelli. La prossima udienza è stata fissata per il 16 maggio prossimo.

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