Usura ed estorsione, giudizio immediato per il tatuatore arrestato dai Carabinieri

La Procura di Cassino ha chiuso le indagini a carico del 43enne di Roccasecca che il 17 dicembre dovrà presentarsi dinanzi al collegio penale. Incastrato dalle intercettazioni-choc contro le vittime

Giudizio immediato per il tatuatore di 43 anni arrestato con l'accusa di usura ed estorsione. La procura di Cassino, nella persona del magistrato Roberto Bulgarini Nomi, ha chiesto ed ottenuto dal Gip il dibattimento davanti al collegio penale. Per il sostituto procuratore le prove raccolte dai carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Cassino a carico di Cristian Vento sarebbero schiaccianti ed incontrovertibili. Ad inchiodare l'uomo alle sue responsabilità sono le intercettazioni telefoniche ed i messaggi vocali inviati alle vittime e raccolte dai Carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Cassino, coordinati dal tenente Massimo Di Mario. Colloqui nei quali il giovane imprenditore residente a Roccasecca minaccia apertamente di morte coloro ai quali aveva prestato del danaro. L'imputato, difeso dall'avvocato Mariano Giuliano, ha sempre sostenuto di essere estraneo ai fatti contestati. 

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