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Mercoledì, 17 Aprile 2024
L'inchiesta / San Vittore del Lazio

Tentata concussione e induzione indebita, nei guai il sindaco e consigliere di maggioranza

La Procura di Cassino ha chiuso le indagini e chiesto il rinvio a giudizio per Nadia Bucci, primo cittadino di San Vittore e di Domenico Spennato

Tentata concussione e induzione indebita: questi reati che la procura della Repubblica di Cassino contesta al sindaco di San Vittore Nel Lazio Nadia Bucci e dal consigliere comunale di maggioranza Domenico Spennato. In base alle indagini portate avanti dalla magistratura, nella persona del sostituto procuratore Chiara d’Orefice, il sindaco e il consigliere comunale “in concorso morale e materiale tra loro, la prima nella

qualità di Sindaco del Comune di San Vittore del Lazio, il secondo nella qualità di Consigliere di maggioranza, abusando della loro qualità, compivano atti idonei, diretti in modo non equivoco a costringere una dipendente con contratto a tempo indeterminato part-time presso il Comune di San Vittore del Lazio ha come "Addetta alla segreteria Generale", a rassegnare volontariamente le dimissioni dalla predetta cooperativa e a iscriversi nuovamente all'ufficio del lavoro per poter essere successivamente riassorbita dalla nuova ditta subentrante, non conseguendo l'intento per la ferma opposizione della persona offesa che comunque, riceveva dalla società lettera di licenziamento per "Giustificato motivo oggettivo".

"In particolare - si evince dal decreto a firma del magistrato -  il consigliere comunale di maggioranza intimava alla stessa di rassegnare volontariamente le dimissioni dalla "cooperativa Sociale Sviluppo e Solidarietà" e di iscriversi nuovamente all'ufficio del lavoro per poter essere successivamente riassorbita dalla nuova ditta subentrante precisando "se non ti licenzi, rimarrai legata alla vecchia cooperativa e al posto tuo ci mettiamo un'altra", "se tu non ti licenzi, la cooperativa di cui sei dipendente, avendo terminato l'appalto nel comune di San Vittore del Lazio, ti potrà trasferire in altre sedi lavorative lontano da qui" 

Stesso capo di imputazione per il sindaco Bucci che, secondo il magistrato, "usando un tono minaccioso asseriva che non era possibile il passaggio diretto e se non avesse presentato volontariamente le dimissioni, si sarebbe scivolato in un contenzioso e in tal caso, bene che le andava, sarebbero trascorsi due o tre anni di vertenza e nel frattempo sarebbe rimasta fuori, senza lavoro e senza stipendio”.

Gli indagati hanno ora venti giorni di tempo per presentare le memorie difensive e dimostrare la loro estraneità ai fatti.

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