Coronavirus, muore un 47enne di Ceprano. È la vittima più giovane dall’inizio dell’emergenza sanitaria

L'uomo era stato ricoverato in ospedale a Frosinone i primi giorni di marzo con i sintomi da Covid-19. Grande il dolore in città, come è stato espresso dal commosso Sindaco Marco Galli nel suo consueto video-intervento quotidiano

Dopo oltre una settimana senza decessi, la provincia di Frosinone nella giornata odierna torna a piangere una vittima per il Coronavirus e si tratta del morto più giovane dell’intera Ciociaria da quando è iniziata l’emergenza sanitaria. In mattinata, infatti, è deceduto un signore di 47 anni di Ceprano, e per la cittadina si tratta del quinto decesso, mentre a livello provinciale hanno perso la vita già altri 45 conterranei. La conferma della morte deI 47enne è arrivata sui social da parte del vicesindaco Vincenzo Cacciarella.

L’uomo era stato ricoverato da oltre 40 giorni all’ospedale Spaziani del Capoluogo dopo aver presentato i classici sintomi del Covid-19 e sembrerebbe senza ulteriori patologie. Alcuni giorni fa le sue condizioni erano peggiorate e questa mattina, purtroppo, il suo cuore si è fermato. Moltissimi i messaggi di cordoglio apparsi sui social in ricordo di quest’uomo molto conosciuto in paese, ivi incluso quello del Sindaco Marco Galli, che ha rivolto un pensiero anche agli altri quattro cittadini scomparsi in precedenza con o per Covid-19: un 85enne e una 79enne, marito e moglie, un altro 85enne e un 64enne

Il dolore di un'intera comunità espresso dalle parole del Sindaco Marco Galli

“Oggi anche il tempo ci ha voluto ricordare che non è una bella giornata - ha esordito nel suo classico video-intervento quotidiano il commosso Primo Cittadino - Abbiamo perso un altro nostro concittadino. Un’altra ferita per la comunità. Il mio pensiero va ai familiari, al dolore che stanno provando, e vorrei che sentissero la vicinanza di tutta Ceprano, di ogni singolo abitante di questa città. Il Covid non fa sconti, non perdona e, quindi, paghiamo ancora una volta il prezzo di questa pandemia".

"Io volevo cogliere l’occasione, terribile, per ricordare a tutti - ha concluso - che non possiamo per nessuna ragione alleggerire quelle che sono le prescrizioni. Non possiamo pensare assolutamente che abbiamo superato il momento peggiore. Noi siamo ancora in piena guerra, noi stiamo ancora affrontando una tempesta e, quindi, dobbiamo essere consapevoli che c’è bisogno di tutti. Bisogna restare a casa perché Pietro è stata una vittima innocente di questa epidemia come lo sono state le altre persone che sono, purtroppo, decedute in questo periodo a Ceprano”. (Aggiornamento ore 19:30)

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