Ferentino, continua il pugno duro contro clienti e prostitute nella zona Asi

Prorogata al 31 dicembre l’ordinanza. Previste multe molto pesanti

Continua il pugno duro dell’Amministrazione comunale di Ferentino contro il fenomeno della prostituzione. Il sindaco di Ferentino Antonio Pompeo ha firmato oggi l’ordinanza che prolunga al 31 dicembre gli effetti dei provvedimenti adottati nello scorso mese di agosto e in scadenza proprio il 31 ottobre.

Pena pecunaria 

Con tale atto vengono reiterati i divieti nei riguardi della presenza di prostitute sul territorio comunale, in particolare nella zona ASI. Nello specifico del provvedimento saranno sanzionati, con pena di natura pecuniaria, non solo i soggetti che offrono prestazioni sessuali, ma anche i clienti. I provvedimenti adottati verranno trasmessi anche all’Agenzia delle Entrate, nel caso di atti rilevanti anche ai fini fiscali.

Azione comune tra comuni e prefettura

Il sindaco Pompeo, coordinandosi con il Prefetto Zarrilli, aveva manifestato nei giorni scorsi la volontà di confermare l’ordinanza e continuare nell’azione messa in campo nei mesi scorsi quando si erano tenuti diversi incontri presso il Palazzo della Prefettura, durante i quali l’Ufficio territoriale del Governo, insieme agli amministratori dei Comuni interessati dalla presenza di questo fenomeno, avevano concordato un’azione comune di divieti, per rendere più incisivo il provvedimento e garantire allo stesso maggiore possibilità di efficacia. “In piena sintonia con la Prefettura di Frosinone – ha dichiarato il sindaco Antonio Pompeo – abbiamo deciso di prorogare l’ordinanza antiprostituzione sul nostro territorio così da rafforzare l’efficacia di un’azione che vede operare non un singolo comune ma un intero comprensorio”.

Siamo contro gli sfruttatori 

“Si tratta di un atto importante per cercare di arginare una piaga come quella della prostituzione e delle conseguenze di natura criminale che determina, senza contare che si tratta di un fenomeno che tocca la dignità delle persone coinvolte, molte delle quali, giovani donne immigrate, subiscono le imposizioni degli sfruttatori. In questo modo vengono tutelati anche i cittadini e le attività commerciali che insistono sulla zona della strada Asi e che subiscono una danno da questa presenza”.
 

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