Ferentino, stupro di gruppo nel casolare, condanne confermate in Appello

Ieri i giudici capitolini si sono pronunciati sui fatti avvenuti nel settembre del 2016 quando una ventunenne sarebbe stata violentata a turno. Elvis Di Silvio è stato l'unico imputato ad essere assolto e scarcerato in aula

La corte di Appello di Roma

Studentessa di 21 anni stuprata dal branco in un casolare a Ferentino: i giudici della corte di Appello di Roma hanno confermato nella giornata di ieri le condanne per Ferdinando Di Silvio di 37 anni (sei anni e quattro mesi), Adriano Di Silvio di 27 anni (cinque anni e otto mesi), Antonio ed Angelo De Silvio, rispettivamente di 33 e 27 anni (cinque anni e 4 mesi). Elvis Di Silvio, 28 anni, difeso dagli avvocati Emanuele Carbone e Bruno Giosuè Naso, è stato l'unico degli imputati ad essere assolto dalle accuse per non aver commesso il fatto e scarcerato in aula   

Gli imputati erano stati giudicati precedentemente con rito abbreviato

Gli imputati, va detto, avevano beneficiato dello sconto di un terzo della pena perchè giudicati con rito abbreviato. Soltanto Alessandro Spada ha preferito essere processato con il rito ordinario. Per quanto riguarda le misure cautelari Antonio Di Silvio che si trovava detenuto, ha beneficiato degli arresti domiciliari. Resta in carcere invece Ferdinando Di Silvio, il 37enne che avrebbe attirato la vittima nel casale. 

Ad attirare la vittima nel casale un 37enne conosciuto su Facebook

La storia risale alla notte fra il 3 e 4 settembre del 2016 quando la vittima, residente a Castro dei Volsci dopo aver conosciuto su Facebook un ragazzo di 37 anni (Ferdinando Di Silvio) aveva accettato di uscire con lui. Ma una volta salita sulla macchina quello che credeva un amico l'aveva condotta nel casale dove ad attenderla c’erano altri soggetti. Proprio in quel casolare si era consumato lo stupro. La ragazza era rimasta in balìa del branco per alcune ore, poi era riuscita a fuggire ed a chiedere aiuto ad una automobilista di passaggio lungo la Casilina.

La soddisfazione del legale di parte civile 

Grande la soddisfazione dell’avvocato Mario Cellitti, che rappresenta la parte civile, per l’esito di questa sentenza. "Davanti ai giudici - ha detto il legale - ho dimostrato che c'erano tutti gli elementi per poter richiedere una conferma delle condanne. A distanza di tre anni la mia assistitita sta cercando di superare questa esperienza che l'ha scossa profondamente lasciandole dei segni che hanno richiesto numerose sedute di psicoterapia. Per cercare di cancellare quei drammatici ricordi ha anche cambiato città".

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